Tim torna a produrre utili nel 2025. Il cda del gruppo tlc guidato dal ceo Pietro Labriola ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio separato di Tim spa. Per la prima volta da quattro anni, Tim torna a generare un utile di gruppo. La riga finale del bilancio consolidato recita +519 milioni di euro, rispetto alla perdita di 364 milioni del 2024. La quota attribuibile ai soci della controllante è di 297 milioni (rispetto al -610 milioni del 2024), sottratti i 222 milioni di competenza delle minoranze di Tim Brasil, di cui Tim controlla il 67%.
Il risultato netto di Tim spa (di fatto quasi sovrapponibile a Tim Domestic) è invece ancora negativo per 155 milioni, ma in netto miglioramento rispetto ai -1,2 miliardi del 2024. A trainare i conti è ancora Tim Brasil, che nel 2025 ha chiuso con un utile netto normalizzato intorno a 700 milioni di euro.
Nel quarto trimestre si è vista un’altra accelerazione dei risultati, con Tim che ha chiuso con profitti per 473 milioni. Il ritorno all’utile di un trimestre di Tim era già avvenuto con il terzo periodo, quando il gruppo aveva generato un risultato netto per i soci della controllante positivo per 23 milioni nel periodo luglio-settembre.
I risultati 2025 di Tim sono stati condizionati anche dalle partite straordinarie. Il gruppo tlc, infatti, evidenzia che l’utile netto di gruppo ha beneficiato di quasi 157 milioni di proventi non ricorrenti.
A incidere maggiormente sono stati il rimborso del canone concessorio del 1998 – positivo per poco meno di un miliardo di euro –; la modifica della durata dei costi di acquisizione e attivazione dei clienti di rete fissa (negativo per circa a 600 milioni) e dell'adeguamento al presunto valore di realizzo di Sparkle, che ha avuto un impatto negativo per circa 115 milioni.
Anche escludendo le partite straordinarie, però, Tim è tornata in utile operativo di circa 362 milioni, di cui intorno a 140 milioni di competenza dei soci della controllante.
Il board di Tim ha anche convocato l’assemblea ordinaria e straordinaria per il 15 aprile. Oltre all’approvazione del bilancio, alle politiche di remunerazione e ai piani di incentivazione a lungo termine per il triennio 2026-2028, i soci saranno chiamati anche a dare il via libera al buyback fino a 400 milioni promesso dopo il closing di Sparkle e ad autorizzare il raggruppamento delle azioni 1 a 10 annunciato qualche settimana fa. (riproduzione riservata)