The Memoir Club London: un albergo che è un omaggio al circolo ristretto di artisti anticonformisti degli Anni 20
Lo storico Ambassadors Hotel, dopo un restyling da 7 milioni di sterline, riapre le sue porte. L’ispirazione? Il celebre gruppo della Bloomsbury Set
Dopo una trasformazione radicale da oltre 7 milioni di sterline, lo storico Ambassadors Hotel di Bloomsbury riapre le sue porte con un nuovo nome e una nuova identità: The Memoir Club. L’hotel, che dal 1908 rappresenta un punto di riferimento per viaggiatori e londinesi, celebra ora la ricca eredità culturale del quartiere Bloomsbury con un’interpretazione contemporanea del lusso e della creatività.
Un omaggio a Bloomsbury

L’ispirazione per il nuovo nome deriva dal club fondato nel 1920 da un gruppo di amici legati alla celebre Bloomsbury Set: artisti, scrittori e pensatori anticonformisti tra cui Virginia Woolf, John Maynard Keynes e Lytton Strachey. L’hotel reimmaginato riflette lo spirito innovatore di quel gruppo, con ogni dettaglio degli interni curato per evocare il fermento culturale di quegli anni. Le camere, ridisegnate dallo studio ICA di Glasgow, richiamano lo stile Art Déco, con tocchi moderni come Apple TV, macchine Nespresso, prodotti ecologici e numerose prese per dispositivi elettronici. Perfette per chi cerca un luogo dove lavorare, rilassarsi o magari scrivere..
Il Memoir Club originale

Il nome The Memoir Club non è una semplice trovata di marketing, ma un tributo autentico a una delle iniziative più intime e significative del celebre gruppo della Bloomsbury Set. Questo gruppo, attivo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, era composto da alcune delle menti più brillanti e progressiste della società britannica: scrittori come Virginia Woolf, economisti come John Maynard Keynes, artisti come Vanessa Bell e pensatori come Lytton Strachey ed E.M. Forster.
Nel 1920, questo circolo elitario, ma estremamente affiatato, diede vita a un’iniziativa chiamata proprio The Memoir Club. L’idea era semplice ma potente: i membri si riunivano privatamente per leggere ad alta voce dei saggi autobiografici scritti da loro stessi, spesso con tono intimo, ironico, e a volte spudoratamente sincero.

Le serate del Memoir Club non erano pubbliche, né destinate alla stampa: erano occasioni riservate per condividere ricordi personali, riflessioni sulla propria vita, e offrire uno sguardo dietro le quinte del proprio essere, senza paura di giudizi. Nonostante la discrezione, molte di queste memorie sono oggi considerate preziose testimonianze storiche e letterarie. Alcuni scritti letti durante quegli incontri sono stati pubblicati postumi, offrendo spunti fondamentali per comprendere l’interiorità e le relazioni del gruppo. Il club offriva uno spazio di confronto e di espressione libera, anticipando un’idea di comunità narrativa che ancora oggi ispira scrittori e artisti.
Il ristorante ispirato a Virginia Woolf

Il nuovo ristorante dell’hotel, Adeline, prende il nome dal primo nome di Virginia Woolf e propone un menù innovativo di ispirazione mediterranea orientale, omaggio ai suoi viaggi. L’ambiente è adatto sia per pranzi intimi che per cene in compagnia. Il bar offre cocktail d’autore dedicati ai personaggi della Bloomsbury Set, tra cui il raffinato Keynes Twister a base di champagne. Gli ambienti comuni (bar, terrazza e lobby) ricordano i celebri salotti letterari del quartiere e invitano a momenti di relax, collaborazione o semplice contemplazione. Gli spazi per eventi, versatili e dal design ricercato, possono accogliere fino a 300 persone per ricevimenti e 264 ospiti per conferenze. Ogni sala porta il nome di una figura di spicco della Bloomsbury Set. (Riproduzione riservata)
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