Da tempo è uno dei migliori titoli del segmento Star di Borsa Italiana. E pur non producendo chip e non sviluppando AI, Tesmec è tra le società che stanno intercettando anche questo trend. Il motivo è semplice: più data center significa più domanda di energia e, soprattutto, nuove infrastrutture per trasmetterla.
Una storia che il mercato ha iniziato a riconoscere. Da inizio anno il titolo ha guadagnato oltre il 170%, tanto da essere (a fine giugno) la migliore per performance tra le società coperte da Intermonte nel segmento mid & small cap. Per gli esperti, dopo una semestrale sopra le attese, la corsa potrebbe non essere finita.
Intermonte ha alzato il target price da 0,46 a 0,54 euro, rivedendo al rialzo del 17% le stime sull’utile 2026. Il titolo tratta a 6,6 volte l’ev/ebitda atteso per l’anno, un livello che per gli analisti lascia spazio a un ulteriore rerating.
I numeri del primo semestre parlano chiaro: ricavi ed ebitda rispettivamente su del 12,2% e del 14,7%, ritorno all’utile (4,5 milioni), un debito finanziario netto sceso a 120,3 milioni e un backlog da 498 milioni.
Ma dietro la performance di borsa c’è anche una maggiore attenzione al rafforzamento finanziario: «Siamo sempre stati un’azienda innovativa e tecnologica. Oggi stiamo puntando molto sul concetto di disciplina», spiega il ceo Carlo Caccia Dominioni a Milano Finanza. Il riferimento è alla maggiore attenzione su capitale circolante, generazione di cassa e indebitamento: «Tutti i nostri manager sono particolarmente impegnati sui temi della riduzione del working capital, del contenimento della posizione finanziaria netta, della generazione di cassa».
C’è poi il posizionamento nei grandi trend infrastrutturali. «Il mondo ha bisogno di energia», spiega Caccia Dominioni, indicando nella transizione il primo dei due driver della crescita, insieme alla sicurezza delle infrastrutture strategiche. Negli Usa, il secondo mercato dopo l’Italia, buona parte delle vendite è collegata ai progetti per potenziare le reti che alimenteranno i data center.
La scommessa, però, è andare oltre. «Non vogliamo vendere solo macchine: lavoriamo al cantiere del futuro». Un cantiere connesso e digitale, nel quale le macchine comunicano tra loro attraverso l’IoT, gli operatori possono gestire più attività da un unico punto e, in prospettiva, la robotica può ridurre l’esposizione ai lavori più pericolosi.
«Dobbiamo fare in modo che le nostre macchine siano digitali e semplici», dice il ceo. È questa trasformazione, assieme alla spinta degli investimenti nelle infrastrutture, che Tesmec vuole trasformare in crescita. Con una convinzione che Caccia Dominioni riassume così: «Siamo nel momento giusto, con le tecnologie giuste, con prodotti competitivi in ambiti che obiettivamente sono forti, che sono solidi per il futuro». (riproduzione riservata)