Tesla chiude il terzo trimestre del 2025 con risultati contrastanti: se da un lato il gruppo di Elon Musk ha messo a segno ricavi record per 28,1 miliardi di dollari (sopra le attese degli analisti che scommettevano su 26,37 miliardi) e una generazione di cassa senza precedenti (free cash flow di 3,99 miliardi), dall’altro l’utile netto è sceso sensibilmente rispetto all’anno precedente, zavorrato dall’aumento dei costi e dalle spese per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della guida autonoma.
L’utile operativo è stato di 1,6 miliardi di dollari, in calo del 40% su base annua, con un margine operativo del 5,8%. L’utile netto Gaap è sceso del 37% a 1,37 miliardi, mentre quello rettificato (non-Gaap) è stato di 1,77 miliardi (-29%). L’eps diluito si è attestato a 0,39 dollari (0,50 non-Gaap, sotto le attese che erano di 0,54 dollari).
A trainare la crescita dei ricavi è stata la divisione Energy Generation & Storage, salita del 44% a 3,4 miliardi, grazie al successo dei sistemi Megapack e Powerwall. La divisione automotive, pur restando il cuore del business con oltre 21,2 miliardi di fatturato (+6%), ha risentito del calo delle vendite dei modelli premium e dell’effetto dei dazi e dei minori incentivi fiscali negli Stati Uniti.
Tesla ha comunque consegnato quasi mezzo milione di veicoli (497.099 unità), il miglior trimestre di sempre, mentre la produzione si è fermata a 447.450 unità, penalizzata da aggiornamenti di linea e mix di modelli. L’azienda ha inoltre lanciato versioni più accessibili della Model 3 e Model Y (a partire da 36.990 e 39.990 dollari) negli Usa e lo ha fatto per sfruttare la corsa ad accapparrarsi il credito d'imposta statunitense di 7.500 dollari sugli acquisti di veicoli elettrici in scadenza a fine settembre.
Il flusso di cassa operativo ha toccato i 6,2 miliardi di dollari, consentendo a Tesla di chiudere il trimestre con 41,6 miliardi di liquidità (+4,9 miliardi). Queste risorse, ha sottolineato l’azienda, serviranno a finanziare i piani di espansione in ambito autonomia, robotaxi e robot umanoide Optimus, il cui primo impianto di produzione entrerà in funzione nel 2026.
Sul fronte tecnologico Tesla ha avviato i test pubblici del servizio di sharing con guida autonoma nella Bay Area e ampliato il proprio parco per l’addestramento AI, oltre ad annunciare una partnership con Samsung per la produzione di semiconduttori avanzati negli Stati Uniti.
Nonostante le incertezze legate alle tensioni commerciali globali e ai cambi di policy fiscali, il gruppo punta su una crescita bilanciata tra hardware e software. «Nel lungo periodo», afferma Tesla, «ci aspettiamo che i profitti derivanti da AI, software e servizi di flotta accelerino più rapidamente di quelli hardware».
La società ha confermato la tabella di marcia per l’avvio della produzione di Cybercab, Tesla Semi e Megapack 3 nel 2026, insieme ai primi volumi del robot umanoide Optimus. (riproduzione riservata)