Tesla rilancia il suo piano industriale europeo e aumenta gli investimenti nella gigafactory di Gruenheide, alle porte di Berlino. Il gruppo guidato da Elon Musk investirà infatti altri 250 milioni di dollari nella produzione di celle per batterie, portando la capacità prevista dell’impianto a 18 gigawattora annui rispetto agli 8 GWh inizialmente programmati.
L’annuncio, comunicato dalla società, rafforza il ruolo strategico del sito tedesco, l’unica gigafactory europea di Tesla, mentre il costruttore americano punta a integrare sotto lo stesso tetto produzione di batterie e assemblaggio di veicoli elettrici già dal prossimo anno.
L’investimento si aggiunge al piano da quasi 1 miliardo di euro annunciato a dicembre per espandere il polo produttivo di Gruenheide, nel Brandeburgo, a sud-est della capitale tedesca. L’obiettivo è consolidare la presenza industriale di Tesla in Europa in una fase di crescente competizione con i costruttori cinesi e con i grandi gruppi automobilistici europei.
L’espansione della produzione di celle richiederà anche un forte aumento dell’occupazione. Tesla ha spiegato che il ramp-up produttivo comporterà la necessità di oltre 1.500 nuovi dipendenti dedicati alla divisione batterie. Attualmente il sito di Gruenheide impiega quasi 11 mila persone. Il gruppo aveva già annunciato ad aprile l’intenzione di assumere circa 1.000 nuovi lavoratori entro fine giugno per aumentare la produzione automobilistica fino a 6.000 vetture a settimana, circa il 20% in più rispetto ai livelli attuali.
Il rafforzamento produttivo arriva dopo mesi complicati per Tesla in Europa, segnati da un rallentamento delle immatricolazioni e da una pressione crescente sui margini. Il gruppo però sembra intravedere segnali di ripresa della domanda, tanto da accelerare nuovamente sugli investimenti industriali nel continente.
L’espansione di Gruenheide evidenzia anche l’importanza strategica della filiera delle batterie nella competizione globale dell’auto elettrica. Tesla punta infatti a ridurre la dipendenza dai fornitori asiatici e a localizzare sempre più la produzione in Europa, in linea con la strategia dell’Unione europea per rafforzare l’autonomia industriale nel settore delle tecnologie green.
L’aumento della capacità da 8 a 18 GWh rappresenta un salto significativo e potrebbe consentire a Tesla di sostenere meglio la produzione europea dei modelli destinati al mercato continentale, in particolare della Tesla Model Y, attualmente uno dei veicoli elettrici più venduti in Europa. (riproduzione riservata)