La maxi-retribuzione chiesta da Elon Musk per continuare a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Tesla crea dibattito all’interno della società e tra gli azionisti. Il prossimo 6 novembre, i soci saranno chiamati a esprimersi sul nuovo pacchetto retributivo di Musk, che potrebbe arrivare fino al valore record di mille miliardi di dollari.
A spingere per l’approvazione è la presidente Robyn Denholm, che in una lettera ha chiesto il via libera agli azionisti perché in caso contrario rischierebbero di perderlo. Tesla, ha scritto Denholm, si trova a un «punto di svolta critico» per «emergere come leader» nell'intelligenza artificiale, con il suo ceo «eccezionale» al timone.
«Nel negoziare questo premio di performance, abbiamo necessariamente considerato come sarebbe stato il futuro di Tesla senza Elon e non credevamo che fosse il futuro che i nostri azionisti meritassero», ha scritto Denholm. «Se non riusciamo a promuovere un ambiente che motivi Elon a raggiungere grandi traguardi attraverso un piano equo di retribuzione in base alle prestazioni, corriamo il rischio che rinunci alla sua posizione dirigenziale e Tesla potrebbe perdere il suo tempo, il suo talento e la sua visione». L’azienda «potrebbe perdere valore significativo» senza Musk e potrebbe non essere più considerata una «forza trasformativa» nel campo dell'intelligenza artificiale con le sue iniziative di guida autonoma e robotica. «Elon è il leader giusto per aiutarci a raggiungere il nostro pieno potenziale», ha concluso Denholm nella lettera.
Settimana scorsa il proxy advisor Glass Lewis si era unito a Iss nel consigliare agli azionisti di Tesla di votare contro la proposta di offrire un pacchetto da mille miliardi di dollari al ceo Elon Musk in occasione dell'assemblea del 6 novembre.
Gli esperti hanno affermato che la potenziale diluizione del capitale e altri termini del piano retributivo proposto sono causa di «notevole preoccupazione». Il rapporto ha fatto eco alle raccomandazioni del peer Insitutional Shareholder Services (Iss), che venerdì 24 ottobre ha esortato gli azionisti a votare contro il piano retributivo.
Entrambe le società avevano già raccomandato agli elettori di respingere l'accordo retributivo di Musk del 2018, che tre quarti degli investitori hanno comunque sostenuto. Un punto ricordato dall'immediata risposta della società, che su X scrive: «Iss e Glass Lewis hanno ripetutamente espresso parere contrario alle proposte di Tesla fin dall'introduzione del ceo Performance Award del 2018. È un bene che i nostri azionisti abbiano ignorato tali raccomandazioni, altrimenti avrebbero potuto perdersi l'impennata di 20 volte della nostra capitalizzazione di mercato da marzo 2018 ad agosto 2025».
Allora l’assemblea dei soci del 2018 aveva riconosciuto a Elon Musk un pacchetto di compensi da 96 milioni di azioni Tesla. Nel gennaio di quest'anno, il cancelliere del Delaware, Kathaleen McCormick, ha confermato la sentenza nel caso Tornetta contro Musk, che ha stabilito che il piano di remunerazione del ceo gli era stato impropriamente concesso.
Il tribunale ha stabilito, tra le altre cose, che il consiglio di amministrazione di Tesla ha nascosto informazioni chiave agli azionisti prima di chiedere loro di approvare il piano del 2018. Dopo la sentenza, Musk ha avviato una campagna anti-Delaware e ha trasferito la sede legale di Tesla in Texas. (riproduzione riservata)