Quando Donald Trump lo scorso 20 gennaio ha giurato per la seconda volta come presidente degli Usa, Tesla in borsa viaggiava sopra i 420 dollari ad azione. Ora il titolo ne vale meno di 300. Se la luna di miele del tycoon con l’elettorato americano pare durare, sembra invece finita quella tra il suo alleato Elon Musk e gli investitori.
Che il colosso dell’auto elettrica Tesla stia attraversando una fase difficile si sa da diverse trimestrali, non soltanto dall’ultima. Dopo anni di crescita esplosiva e una capitalizzazione di mercato che lo scorso dicembre aveva sfiorato i 1.540 miliardi di dollari, nell’ultima settimana il valore della società a Wall Street è sceso sotto la soglia psicologica dei 1.000 miliardi di dollari. Solo nell’ultimo mese le azioni Tesla hanno perso oltre il 25%, con un tonfo del 9% nella seduta di lunedì 26. I motivi di questa discesa sono diversi e si intrecciano tra questioni di mercato, concorrenza e tecnologia, ma anche politica.
Tesla ha dominato per anni il mercato dei veicoli elettrici ma sta cedendo sempre più terreno a una concorrenza mai così agguerrita. Secondo i dati Acea, a gennaio le immatricolazioni Tesla in Europa sono crollate del 45% rispetto all’anno precedente, con un impatto significativo arrivato dalle vendite della Model Y (-46%) e della Model 3 (-44%). A guadagnare campo e quote di mercato sono soprattutto le case automobilistiche cinesi, come Byd, che nel Regno Unito ha sorpassato Tesla adottando una strategia aggressiva con modelli e prezzi più competitivi.
Secondo l’ultimo report di Barclays, la recente caduta del titolo Tesla è il disfacimento del rally esplosivo avvenuto tra novembre e dicembre 2024, innescato più da dinamiche speculative che da solidi fondamentali. La banca evidenzia alcuni motivi principali dietro la rapida crescita del titolo a fine 2024. Il rally è stato alimentato dall’elevata attività sulle opzioni, con volumi giornalieri medi di 100 miliardi di dollari e un picco di 245 miliardi subito dopo le elezioni Usa. E poi c’è stato un effetto correlazione con il bitcoin, con il titolo Tesla che ha seguito un andamento simile a quello della criptovaluta, beneficiando dello stesso entusiasmo speculativo.
Ma ora questi fattori si stanno invertendo: il calo dell’attività sulle opzioni, il raffreddamento del mercato delle criptovalute e il ritorno dell’attenzione sui fondamentali hanno riportato Tesla con i piedi per terra. Barclays sottolinea come il valore di mercato dell’azienda sia diminuito di 570 miliardi di dollari dai massimi di dicembre e ora, con un multiplo p/e ancora elevato (105 volte gli utili attesi per il 2025), il titolo potrebbe avere margini di rialzo limitati nel breve periodo.
Uno degli aspetti più controversi e potenzialmente più dannosi per Tesla è il crescente coinvolgimento politico di Elon Musk. La vicinanza a Trump e il ritorno di quest’ultimo alla Casa Bianca avrebbero dovuto, secondo molti investitori, favorire Tesla. Il presidente però è un nemico dei veicoli elettrici e ciò ha smorzato l’entusiasmo iniziale e ha aumentato la confusione sul mercato.
Poi ci sono le dichiarazioni controverse e le invasioni di campo di Musk nella politica europea, che hanno portato a un deterioramento della percezione del brand Tesla, specialmente in Europa, dove il pubblico è generalmente più sensibile a questioni ambientali e sociali. «L’immagine di Tesla come pioniere della sostenibilità e dell’innovazione potrebbe essere offuscata dal ruolo sempre più politico di Musk», osserva Gabriel Debach, market analyst di eToro, «e questo potrebbe impattare negativamente sulle vendite in Europa, un mercato chiave per l’azienda».
Tesla però il futuro, anche borsistico, secondo gli esperti se lo giocherà soprattutto su due aspetti che si intrecciano: guida autonoma e robotaxi. Il sistema Full Self-Driving deve essere lanciato in Cina e, anche se l’iniziativa potrebbe rappresentare un’opportunità di crescita, Barclays evidenzia degli ostacoli.Ad esempio le restrizioni sui dati: Tesla non potrà trasferire i dati di guida cinesi negli Stati Uniti per l’addestramento dell’intelligenza artificiale, rallentando i progressi tecnologici. Ma c’è anche la concorrenza locale, con i gruppi cinesi che offrono sistemi avanzati a prezzi più accessibili, mettendo sotto pressione Tesla. A rendere la sfida davvero dura è Byd, che ha annunciato l’integrazione gratuita di sistemi di assistenza alla guida avanzati su tutti i suoi modelli, abbassando ulteriormente la barriera di ingresso per i clienti.
Musk punta quindi tutte le sue fiches sul lancio del suo robotaxi, previsto per il prossimo giugno, ma nel frattempo il primo trimestre del 2025 potrebbe risultare ancora complesso: le vendite in calo in Europa e in Cina e i margini sotto pressione potrebbero tradursi in una revisione al ribasso degli utili.
Tesla sembra essere a un bivio. Dopo anni di dominio Musk riuscirà a mantenere il suo status di leader dell’auto elettrica e dell’innovazione tech nel settore o dovrà iniziare a cedere il passo? Come dimostra l’andamento degli ultimi giorni, alcuni investitori iniziano a scommettere sulla seconda ipotesi. (riproduzione riservata)