Terzo rialzo consecutivo a Wall Street. Ormai il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ripetuto fino alla nausea che continuerà ad alzare i tassi fino a che l'inflazione non abbasserà la testa. Almeno ci sono delle certezze. Anche se qualcuno comincia a prevedere quando la Fed comincerà a tagliare i tassi. "Attualmente stiamo pensando a un taglio dei tassi a giugno dell'anno prossimo, con un ulteriore allentamento nel corso del secondo semestre 2023", ha scritto James Knightley, capo economista internazionale di Ing, spiegando che "con l'intensificarsi delle forze recessive, prevediamo che l'inflazione diminuirà in modo relativamente rapido il prossimo anno".
Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell'1,2%, il Nasdaq del 2,1% e lo S&P500 dell'1,5%. Il dollaro si è invece indebolito, consentendo all'euro di riagganciare la parità a 1,0045. In rialzo del 3,4% il greggio Wti a 86,38 dollari, dopo essere sceso ieri ai minimi dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Infine, un po' sorprendentemente, grande balzo del Bitcoin, che alle 22 ora italiana saliva del 10,6% a 21.295 dollari, mentre a pochi giorni dal Merge (il passaggio della Proof-of-Work all Proof-of-Stake) previsto fra il 13 e il 15 settembre, Ethereum saliva del 5,1% a 1.715 dollari.
La prossima settimana sono in calendario una serie di appuntamenti macro. In primis i prezzi al consumo di agosto negli Usa, in agenda martedì: secondo le stime, la flessione dei prezzi della benzina ha comportato un incoraggiante rallentamento dello 0,1% della crescita mensile dell'inflazione complessiva. D'altro canto, si prevede un tasso core ancora eccessivamente elevato al +0,3% e gli effetti stagionali potrebbero dare luogo a una nuova riaccelerazione dell'inflazione core e complessiva annua. Verranno resi noti inoltre i dati sui prezzi alla produzione (mercoledì), le vendite al dettaglio (giovedì) e le attese di inflazione dei prezzi al consumo dell'Università del Michigan (venerdì). (riproduzione riservata)