skin track
Donald Trump
Donald Trump
Fintech Leggi dopo

Così il Bitcoin agli estrogeni cerca di sfuggire al mercato Orso

28 agosto 2026, 20:40 Ultimo aggiornamento: 20:57

La criptovaluta torna a salire dopo 10 mesi di ribassi grazie all’amministrazione Trump, che dimostra di volere continuare a sviluppare il settore. Ma per parlare di scampato pericolo dovrà superare quota 83.000 dollari

Tutto merito del segretario al Tesoro Scott Bessent, che mercoledì 19 ha annunciato il raddoppio dei riacquisti dei Treasury a lunga scadenza, portandoli da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari. Il bitcoin ha registrato un guadagno immediato dell’8,7%, spingendosi da circa 64.000 dollari fino a una forchetta compresa tra i 69.750 e i 71.000 dollari. Da quel giorno la criptovaluta è salita di circa il 25%, superando la soglia psicologica degli 80.000 dollari (nella serata di venerdì 28, veniva scambiata intorno ai 77.700 dollari).

È quindi finito l’incubo iniziato 10 mesi prima, subito dopo che il 6 ottobre scorso il bitcoin aveva toccato il record di tutti i tempi a 126.080 dollari, arrivando poi a perdere quasi il 50%? Gli esperti di analisi tecnica sono unanimemente convinti che per sancire ufficialmente l'uscita definitiva dal mercato Orso e confermare l'ingresso in una nuova fase rialzista il bitcoin deve rompere con decisione e mantenere la soglia critica degli 83.000 dollari. Pertanto non è ancora arrivato il momento di tirare un sospiro di sollievo.

Un rialzo targato Bessent

La situazione è comunque decisamente migliorata. A innescare il rialzo è stato Bessent, come già detto. Questo perché, ha osservato Eliézer Ndinga, capo della ricerca di 21shares, il raddoppio dei riacquisti dei Treasury «va a ridurre la pressione sui rendimenti di lungo termine, generando un effetto che spesso i mercati trattano alla stregua di un allentamento della politica monetaria, anche se tecnicamente non sono stati immessi nuovi dollari sui mercati».

In realtà, al momento l'operazione Bessent non sta avendo molto successo, al punto che fioccano le battute su di lui: visto che una simile mossa attuata nel 1961 era stata ribattezzata Operazione Twist, è stato inevitabile commentare con un «adesso Bessent balla da solo». Fatto sta che, nonostante il sostanziale fallimento del buyback, il bitcoin ha continuato a salire. Come se, una volta tolto il tappo, la criptovaluta abbia trovato la forza di avanzare da sola.

Secondo Ndinga, «parte della spiegazione la si può trovare nei meccanismi che regolano il mercato: un numero considerevole di investitori aveva scommesso contro il bitcoin andando short e, quando il prezzo è salito bruscamente, tali scommesse sono saltate simultaneamente. Le liquidazioni hanno raggiunto un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di dollari, con circa 700 milioni di dollari liquidati nel giro di un solo minuto. Questa chiusura forzata delle posizioni corte è andata ad alimentare ulteriormente il rialzo dei prezzi».

«Ma il punto più importante», sottolinea Ndinga, «riguarda gli acquirenti. Nelle prime due settimane di agosto 2026, gli Etf spot sul bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti per circa un miliardo di dollari, mostrando al mondo come alla base non vi siano trader speculativi, bensì investitori che utilizzano un prodotto finanziario regolamentato per destinare una quota (più o meno ridotta) del proprio portafoglio a un asset che tengono d’occhio da tempo. Tale domanda stava già crescendo prima della mossa del dipartimento del Tesoro, la quale ha poi contribuito ad accelerarne il ritmo».

Il discorso di Trump

A proposito del ritorno degli investitori istituzionali, ha contato molto anche un altro evento di mercoledi 19: quel giorno Donald Trump ha incontrato alla Casa Bianca i rappresentanti dell’industria cripto e ha sollecitato il Senato a procedere con l’approvazione del Clarity Act, che fornirà un quadro normativo organico e chiaro al mercato delle criptovalute e degli asset digitali. Un primo voto procedurale del Senato è in programma il prossimo 15 settembre. Per essere approvato, almeno sette senatori democratici dovranno votare con la maggioranza repubblicana. Cosa che non è affatto sicura. Ma la volontà della Casa Bianca è chiara: le criptovalute sono strategiche, gli Stati Uniti devono diventarne la capitale mondiale.

Proprio per questo motivo la Sec e la Cftc (l’agenzia indipendente che supervisiona i mercati dei futures, degli swap e delle opzioni su materie prime e prodotti finanziari) hanno già approntato un piano normativo congiunto d'emergenza per evitare un vuoto normativo nel caso in cui il Clarity Act rimanesse bloccato al Senato.

Certo, i regolamenti delle agenzie non sostituiscono una legge federale, le norme di emergenza introdotte dalla Sec e dal Cftc non possono risolvere nodi complessi come la registrazione formale degli exchange o la protezione dei clienti nei protocolli di finanza decentralizzata. Inoltre, un cambio di amministrazione politica in futuro potrebbe cancellarle con un tratto di penna, lasciando il Clarity Act come l'unica vera soluzione definitiva di lungo termine. Ma in ogni caso, le mosse della Sec e del Cftc sono l'ennesima prova della salda volontà della Casa Bianca di sviluppare il settore cripto.

Il ritorno degli investitori istituzionali

Per Luciano Serra, country manager Italy di Boerse Stuttgart Digital, «la maggiore chiarezza normativa, il crescente coinvolgimento degli attori governativi e, soprattutto, la crescente adesione da parte di banche, gestori patrimoniali e altre istituzioni finanziarie dimostrano che le criptovalute stanno diventando sempre più parte integrante dei mercati dei capitali consolidati. Per gli investitori istituzionali, l’attenzione si sta spostando dai movimenti di prezzo a breve termine verso l’importanza strategica a lungo termine degli asset digitali».

Ed ecco la conclusione di Ndinga: «La questione, ora, non è se questo rally proseguirà; nessun analista onesto potrebbe garantirlo. L'interrogativo è se siano mutate le motivazioni strutturali alla base di un investimento in bitcoin. Quel che è certo è che quanto accaduto negli Stati Uniti rafforza una tesi già esistente: in un mondo in cui i governi possono espandere l'offerta di moneta a piacimento, un asset caratterizzato da un'offerta fissa offre qualcosa di diverso e opportunità collegate interessanti».

Per offerta fissa di bitcoin si intende il limite di 21 milioni di monete che potranno mai essere create all'interno della rete. Nessun governo o banca centrale potrà modificare questa regola stabilita nel codice originario. In sostanza il bitcoin è una valuta indipendente dal potere politico. Per qualcuno potrebbe essere un punto a favore. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video MYTECH

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza