Prima giornata di incontro del tabellone principale al torneo di tennis di Wimbledon, con il fuoriclasse italiano Jannik Sinner che difenderà il titolo dopo l’eliminazione precoce (complice un malore) al Roland Garros di Parigi.
Ma in attesa di vedere i campione del tennis mondiale darsi battaglia sull’erba dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club di Londra, a far parlare di sé sono stati finora i prezzi folli che alcuni facoltosi individui hanno messo in campo per assistere ai match: in particolare, due biglietti venduti alla cifra record di 586 mila sterline (quasi 680 mila euro al cambio attuale).
Per accedere al torneo di Wimbledon come spettatori ci sono vari modi. Quello più economico consiste un sorteggio pubblico, che dà diritto ai fortunati di sedersi sugli spalti per i primi otto giorni di manifestazione al prezzo di 33 sterline e sul campo centrale per soli 80 pound. Una coda giornaliera offre (ai più pazienti) un'altra opzione di ingresso relativamente economica durante le due settimane dell'evento.
E poi ci sono gli accessi vip. Tra questi, uno in particolare ricorda i meccanismi di un vero e proprio mercato finanziario: è il mondo delle debentures. Ne esistono 2.520, e sono una sorta di speciali obbligazionari-abbonamento che per ben cinque anni consecutivi garantiscono un posto per tutti i giorni del torneo.
L'ultima emissione di debentures è avvenuta nel 2024 a 116 mila sterline l'una, il che ha permesso all’All England Club di incassare 292 milioni di sterline per finanziare lo sviluppo degli impianti.
Ma le debentures, una volta finito il collocamento su quello che in finanza tradizionale sarebbe il mercato primario, iniziano a vivere sul secondario secondo i meccanismi di domanda e offerta. Ogni giovedì mattina i biglietti possono essere infatti scambiati senza limiti di prezzo sul mercato secondario.
Il tutto, peraltro, senza violare le leggi inglesi sul bagarinaggio: essendo classificate come strumenti finanziari infatti le debentures godono di un’esenzione dalla severissima disciplina giuridica in materia. Oltre ai pass quinquennali inoltre si possono fare compravendite sulle singole partite: un biglietto per la finale maschile di quest'anno ha raggiunto quota 29 mila pound sui siti di secondary ticketing.
Intanto, anche alla luce dei ricavi da record previsti per la manifestazione, tra i giocatori in campo sta montando da giorni la polemica sui montepremi. L'All England Club, riporta il Financial Times, ha già aumentato del 20% il prize money totale distribuito ai giocatori, portandolo a 64,2 milioni di sterline: il maggiore incremento nella storia di Wimbledon.
Tuttavia, i giocatori affermano che ciò equivale solo al 14,4% dei 444,8 milioni di entrate che prevedono che Wimbledon realizzerà quest'anno. I dirigenti dell'All England Club hanno sostenuto a loro che non ha senso dal punto di vista commerciale calcolare i premi in base ai soli ricavi: anche i costi sono aumentati nell'ultimo decennio, in parte anche a causa dell'inflazione.
Nel 2015, i costi per la generazione di ricavi e le spese amministrative ammontavano a 139 milioni di sterline. L'anno scorso sono stati pari a 370 milioni. Ciò è dovuto a una serie di fattori, tra cui le spese per la tecnologia, come l'installazione di linee telefoniche elettroniche, e per le infrastrutture. (riproduzione riservata)