Tenaris ha perso un’occasione in Argentina. Il progetto per la costruzione di due condotte parallele lunghe circa 527 chilometri per il gas naturale liquefatto nella regione di Vaca Muerta è stato assegnato alla società statunitense Pumpco, una delle principali imprese di costruzione di oleodotti e gasdotti per l’industria oil & gas degli Stati Uniti, e all’italiana Bonatti.
La decisione finale di investimento è attesa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Ma secondo alcune fonti vicine al dossier, l’investimento collegato a questa infrastruttura supererà i 3 miliardi di dollari, trasformandosi in uno dei più grandi contratti mai assegnati per la costruzione di condotte nella storia dell’industria energetica argentina.
Comunque, le due aziende dovrebbero integrare il progetto insieme alla società argentina di costruzioni, Contreras Hermanos, una delle imprese con maggior esperienza nella realizzazione di infrastrutture energetiche nel Paese. Resta ancora da definire la quota di partecipazione di ciascuna azienda nell’esecuzione dell’opera.
La gara rientra nel progetto Argentina Lng, l’iniziativa sviluppata da Ypf ed Eni per esportare fino a 12 milioni di tonnellate annue di gas naturale liquefatto dalle coste del Río Negro, utilizzando come fonte di approvvigionamento il gas prodotto a Vaca Muerta.
Il consorzio vincitore è riuscito a imporsi presentando un'offerta del 15% più economica rispetto a quella dei suoi principali competitor. Si tratta della seconda gara consecutiva legata a Vaca Muerta persa dalla joint venture Techint-Sacde, guidata da Paolo Rocca e dal presidente di Pampa Energia Marcelo Mindlin.
«La notizia in sé non rappresenta una perdita di opportunità rilevante in termini di ulteriore business per Tenaris, considerando anche la redditività relativamente più bassa del segmento delle condotte per il gnl. Tuttavia, potrebbe sollevare alcune preoccupazioni riguardo al rischio che una concorrenza in aumento possa manifestarsi anche nel segmento Octg, ovvero quello dei tubi per l’industria petrolifera in Argentina, dove Tenaris è il leader di mercato indiscusso», commenta Mediobanca Research.
A detta della banca d’affari, la maggior importanza della componente di servizi e consegne fornisce una barriera all’ingresso più solida per il segmento Octg; tuttavia, «l’evoluzione del panorama competitivo nel mercato argentino dovrà essere attentamente monitorata in futuro».
Nel frattempo, il sondaggio settimanale sul numero di impianti di perforazione (rig count) pubblicato da Baker Hughes la scorsa settimana ha mostrato che il numero complessivo di impianti negli Stati Uniti è aumentato di 1 unità, raggiungendo quota 581 impianti. Quelli dedicati al petrolio sono rimasti invariati a 445 unità, così come quelli dedicati al gas, fermi a 126 unità, mentre gli impianti classificati come «miscellaneous» sono aumentati di 1 unità, arrivando a 10 unità.
Invece, il numero complessivo di impianti in Canada è, invece, diminuito di 11 unità, scendendo a 179. Gli impianti petroliferi sono diminuiti di 12 unità, arrivando a 118, quelli per il gas sono calati di 1 unità, a 57, e i «miscellaneous» sono aumentati di 2 unità, raggiungendo quota 4.
Nonostante la volatilità del prezzo del petrolio (future sul Brent +4% a 79,10 dollari al barile il 13 luglio a causa delle tensioni in Medio Oriente), nelle ultime settimane il rapporto settimanale di Baker Hughes ha fornito le prime indicazioni di un aumento dell’attività di perforazione legata al petrolio in Nord America.
«Questo elemento sostiene i messaggi positivi condivisi da Tenaris riguardo a una prevista ripresa delle attività di perforazione petrolifera nei prossimi trimestri», precisa Mediobanca Research, ricordando che nella conference call sui risultati del primo trimestre 2026, il management aveva indicato che il numero di impianti negli Stati Uniti potrebbe aumentare del 10% entro la fine del 2026.
«Questo rappresenta un elemento chiave a supporto dei volumi di business e delle prospettive di crescita per il resto del 2026 (i risultati del secondo trimestre verranno diffusi dopo la chiusura di mercato mercoledì 5 agosto, ndr)», chiarisce la banca d’affari che sul titolo Tenaris (+1,7% a 24,54 euro in borsa il 13 luglio in chiusura) mantiene un rating neutral con un target price a 25 euro. (riproduzione riservata)