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Tecnologia Ue, il 21% degli investimenti destinati alla sostenibilità
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Tecnologia Ue, il 21% degli investimenti destinati alla sostenibilità

19 novembre 2024, 06:00

Il report del fondo di investimento Atomico suggerisce l’importanza che gli istituzionali puntino di più sull’innovazione nell’Unione Europea. Dai fondi pensione solo lo 0,01% dei loro 9.000 miliardi di asset | AI a rischio bolla, boom degli investimenti ma i profitti delle società di venture sono ai minimi storici

Una risorsa cruciale per il pieno sviluppo dell’ecosistema innovativo europeo sono gli investitori istituzionali. Basti pensare che ogni dollaro investito dalle entità governative nel venture capital europeo contribuisce a sbloccare un investimento di 4,8 dollari da soggetti privati.

Attualmente pesa in negativo il fatto che i fondi pensione europei investano solo lo 0,01% dei capitali nel venture capital, un dato che sembra quasi un errore di arrotondamento rispetto ai 9.600 miliardi di dollari di asset che gestiscono. Leggermente meglio fanno i Paesi del Sud Europa che comunque restano allo 0,014%. Questo emerge dalla nuova edizione di State of European Tech, il report del fondo di investimento Atomico che quest’anno compie 10 anni e che MF-Milano Finanza ha visionato in anteprima.

La crescita tech dell’Europa

L’impennata del settore tecnologico nell’Unione Europea dal 2014 è evidente. Le tech company dell’Ue hanno raccolto 426 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni, dieci volte di più rispetto ai 43 miliardi del decennio precedente. Basti pensare che solo nel 2024 le aziende comunitarie arriveranno a una raccolta di 45 miliardi. Quanto all’Italia, la raccolta delle imprese tecnologiche tricolore toccherà i 900 milioni nel 2024, crescendo di 12 volte negli ultimi 10 anni.

Numeri riconducibili in parte alla crescita esponenziale dei fondi di venture capital europei: dal 2015 hanno raccolto un totale di 154 miliardi, quasi il triplo dei 54 miliardi dei dieci anni precedenti. Un tasso di crescita del 13% che supera quello di qualsiasi altra parte del mondo (10%), laddove gli Stati Uniti si sono fermati all’8% e la Cina al 2%. 

I pool di talenti tecnologici in Europa e negli Usa stanno invece crescendo in egual misura, sottolinea il report di Atomico. Da un lato, i dipendenti delle aziende tecnologiche europee hanno raggiunto quota 3,5 milioni pari al livello degli Stati Uniti nel 2020 e in rialzo di sette volte sul 2014. Dall’altro lato, 2,5 milioni di posti di lavoro sono stati creati negli ultimi 10 anni, il che significa che il mercato dei talenti tecnologici in Europa è cresciuto raggiungendo un tasso composto annuo (cagr) del 24%, in linea con gli Usa. Guardando al caso italiano, l’occupazione nel settore è aumentata di oltre 6 volte negli ultimi 10 anni, passando da 26mila a 167mila unità.

La tecnologia Ue si rivela poi molto lucida sulle sfide del futuro. Un dollaro su 5 investito in Europa è destinato a costruire un futuro più sostenibile, il doppio rispetto agli Stati Uniti, che si fermano all’11%. E le startup del deeptech, inclusa l'AI, hanno ottenuto il 33% dei finanziamenti, pari a quasi 95 miliardi. Il bacino di talenti in ambito AI è uno dei più grandi punti di forza dell’Europa, grazie a eccellenti università e centri di ricerca del Continente. Da notare che il 24% delle tech company europee di grandi dimensioni fondate negli ultimi cinque anni appartiene al mondo della finanza.

Cosa serve per crescere ancora

Alla luce di questi dati bisogna «innanzitutto mettere da parte il pessimismo ingiustificato primo ostacolo al successo dell’Europa» per poi lavorare su una regolamentazione più chiara, su un mercato unico Ue, sulla commercializzazione di ricerca&sviluppo nonché su meccanismi per sbloccare il capitale di scala. Lo ha spiegato a MF-Milano Finanza Tom Wehmeier, responsabile analisi di Atomico e co-autore del report. Così la tecnologia europea nei prossimi 10 anni dovrebbe riuscire a valere 8.000 miliardi di dollari e avere un bacino di 20 milioni di professionisti. (riproduzione riservata)



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