In un quadro macroeconomico caratterizzato da crescita più selettiva, politiche monetarie meno accomodanti e maggior sensibilità alle valutazioni, la tecnologia resta un pilastro dei portafogli ma richiede un approccio più maturo e disciplinato. Diverse tecnologie si stanno diffondendo più rapidamente che mai in tutti i settori industriali, ciascuna in fasi diverse di maturità e rivolte a vari mercati finali, sottolinea Francesco Pighini, gestore del fondo Pictet-Robotics di Pictet Asset Management, citando tre esempi di innovazioni in atto.
La prima è la tecnologia digital twin nel settore industriale: un tempo strumento sofisticato e costoso utilizzato solo dalle aziende più grandi, oggi sta rapidamente guadagnando terreno tra le piccole e medie imprese per ridurre i tempi di inattività, ottimizzare i processi e tagliare i costi.
La seconda è la guida autonoma. Il mercato potenziale totale dei veicoli autonomi dovrebbe raggiungere 1,2 trilioni di dollari entro il 2040. Ora stanno crescendo a un ritmo superiore al 40% all'anno sia in Cina sia negli Stati Uniti.
La terza è l’Agentic AI che rappresenta un cambiamento paradigmatico nelle operazioni aziendali, paragonabile per impatto, spiega Pighini, a come l'AI generativa ha trasformato il mercato consumer. Il feedback iniziale dei clienti è stato molto positivo con una domanda in crescita del 40% su base annua.
Anche per questo il gestore non vede una bolla nell’AI: «a differenza di cicli precedenti, molte delle aziende leader operano oggi con modelli di business consolidati, elevata generazione di cassa e posizioni competitive difficilmente replicabili. Sebbene sia i mercati che le tecnologie siano soggetti a dinamiche cicliche e volatilità periodica, il loro valore intrinseco alla fine prevale».
Di conseguenza, la selezione è cruciale. Un settore chiave su cui investire è quello dei semiconduttori, che sono alla base di tutte le innovazioni tecnologiche. Senza i chip, il software non potrebbe interfacciarsi efficacemente con l'hardware, chiarisce Pighini.
Ad esempio, tra le prime dieci partecipazioni (si veda la tabella sotto) del fondo Pictet-Robotics (Alphabet 6,09%, Tsmc 5,91%, Asml 5,28%, Infineon 4,27%, Sap 4,22%, Workday 3,83%, Intuitive Surgical 3,52%, Lam Research 3,51% e Nvidia 3,25%), è presente Salesforce (6,12%), azienda che ha introdotto il software as a service oltre 25 anni fa e che oggi è all'avanguardia nell'Agentic AI.
«Nel corso del tempo, abbiamo progressivamente aumentato la nostra esposizione verso società innovative di software basato sull’AI e verso i leader nel settore dei semiconduttori che rendono possibile quest’evoluzione tecnologica. Parallelamente», conclude Pighini, «abbiamo ridotto le posizioni in attività più tradizionali che non erano in grado di sostenere un livello di innovazione sufficiente a supportare una crescita interessante e un aumento dei margini».
(riproduzione riservata)