Il Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro di San Carlo ha approvato il bilancio di previsione per il 2026, confermando la piena sostenibilità economico-finanziaria delle attività programmate. La riunione si è svolta il 2 febbraio a Napoli ed è stata presieduta dal sindaco Gaetano Manfredi, presidente della Fondazione.
«Non abbiamo parlato della proposta artistica, ma solo del bilancio di quest’anno che essenzialmente è coperto dalla stagione lirica già approntata da Lissner», ha detto il sindaco di Napoli e presidente della Fondazione del Teatro di San Carlo, Gaetano Manfredi, lasciando il teatro al termine della riunione del consiglio di indirizzo del Massimo napoletano. Manfredi, nel riferire che il bilancio è stato approvato, ha sottolineato che «adesso ovviamente aspettiamo la proposta del sovrintendente che riguarda la prossima stagione. Il sovrintendente si è riservato di farla più avanti». «Va salvaguardata la qualità e il respiro internazionale del San Carlo», aggiunge il primo cittadino.
Il bilancio evidenzia un valore della produzione pari a 40,86 milioni di euro, a fronte di costi della produzione per 40,67 milioni, con un margine operativo positivo. La gestione finanziaria contribuisce per 81.938 euro, mentre non si registrano proventi o oneri straordinari. Dopo imposte per circa 200 mila euro, l’esercizio si chiude con un risultato netto positivo di 71.876 euro, confermando l’equilibrio economico della gestione.
«L’approvazione del bilancio, avvenuta all’unanimità, rappresenta un passaggio chiave sotto il profilo economico-finanziario, perché attesta l’equilibrio dei conti e la sostenibilità dell’attività. Si tratta di un atto propedeutico e indispensabile: senza il via libera del Consiglio di Indirizzo sarebbe stato complesso impostare qualsiasi ragionamento sul futuro. Ci attende una stagione importante che culminerà nella ricorrenza del 290esimo anniversario dalla fondazione del Teatro di San Carlo (4 novembre 2027) che vogliamo celebrare con la città, il Paese e il mondo, coinvolgendo grandi player nazionali e internazionali», ha commentato Fulvio Adamo Macciardi, Sovrintendente del Teatro di San Carlo.
I contributi dei soci fondatori sono stimati secondo il criterio storico e ammontano per il 2026 a 1 milione di euro per il Comune di Napoli come per l’anno precedente, 2.346.094 euro per la Città metropolitana di Napoli per la partecipazione al CdI ed è iscritto (anche se in attesa di conferma) il contributo straordinario di 3.100.000 euro per il progetto artistico ‘città metropolitana della Musica 2026’ (non ancora presentato ma che sostanzialmente concerne attività già contrattualizzate perché inerenti all’attuale stagione 2025-2026), 5 milioni di euro per la Regione Campania come per l’anno precedente oltre la somma di 2.500.000 euro quali fondi della Unione Europea iscritta nel previsionale come Produzione con fondi europei ed infine il contributo ministeriale di 14.500.000 euro.
La Fondazione conta 332 dipendenti a tempo indeterminato; nei periodi di maggiore intensità della programmazione è previsto il ricorso a contratti a termine. Sul fronte previdenziale, il Fondo Pensioni risulta iscritto nel passivo dello stato patrimoniale per 16,5 milioni di euro, con un esborso annuo a favore degli aventi diritto pari a circa 1,19 milioni.
Permane inoltre l’impegno finanziario legato al mutuo contratto con il ministero dell’Economia e delle Finanze: il debito residuo al 31 dicembre 2025 ammonta a 16,83 milioni di euro, rispetto a un importo originario di 25,3 milioni. Il piano di ammortamento prevede due rate semestrali per un esborso complessivo annuo pari a 953.578 euro.
Dalla presentazione del bilancio preventivo 2026 emergono con chiarezza alcune criticità, tra le quali: la necessità di rivedere la programmazione artistica alla luce dei criteri previsti dal Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo. In particolare, «si rende urgente», si legge nel documento un intervento sulla quantità degli spettacoli programmati, al fine di evitare una potenziale e significativa riduzione del finanziamento statale. Un eventuale ridimensionamento dei contributi pubblici avrebbe infatti effetti rilevanti sulla sostenibilità economico-finanziaria dei prossimi esercizi, con «ricadute certamente disastrose per la sostenibilità dei prossimi bilanci».
Nel corso dei lavori, dopo le comunicazioni del presidente Manfredi e del sovrintendente Fulvio Adamo Macciardi, il Consiglio ha inoltre approvato il verbale della seduta del 21 ottobre 2025, relativa all’insediamento operativo del nuovo sovrintendente e direttore artistico. Un passaggio formale che completa l’assetto di governance e accompagna l’avvio della nuova fase strategica del Teatro.(riproduzione riservata)