Il tasso del Btp decennale vola ai massimi da fine settembre e scambia in forte rialzo dopo le indiscrezioni secondo cui un esponente della Bce, Martin Kazaks, avrebbe ribadito la volontà dell'Istituto centrale di considerare una possibile riduzione del ritmo degli acquisti Pepp da giugno se le condizioni di finanziamento resteranno favorevoli. Il rendimento del Btp a 10 anni si muove in rialzo del 5% allo 0,0919%, con lo spread Btp/Bund in allargamento a 117,87 punti base (+2,61).
Appena dopo le 13, il rendimento del benchmark aprile 2031 si muove in rialzo allo 0,91%, rispetto allo 0,86% registrato in avvio di seduta e lo 0,87% di ieri in chiusura. Sempre nella giornata di ieri, il tasso del Btp trentennale ha toccato l'1,95%, anche in questo caso il massimo da metà settembre, sui rumours di un nuovo sindacato su quella scadenza che potrebbe concretizzarsi la prossima settimana.
"Pesano le indiscrezioni di una nuova emissione di un titolo a 30 anni", affermano gli strategist di Mps Capital Services, ricordando che oggi, a mercati chiusi, si pronuncerà l'agenzia di rating Moody's, che dovrebbe lasciare il rating invariato a Baa3 e l'outlook e che non è dunque motivo di preoccupazione per i rendimenti delle obbligazioni sovrane.
La reazione al rialzo del Btp decennale sarebbe stata causata dalle dichiarazioni del banchiere della Lettonia e membro del board, Martin Kazask, che avrebbe affermato che la Bce sta "discutendo se aumentare i propri acquisti di obbligazioni convenzionali" qualora le prospettive di inflazione rimanessero sui livelli attuali anche quando il Pepp arriverà a scadenza. Il rendimento decennale della Germania, il parametro di riferimento per la regione, scambia attualmente in rialzo del 6,71% a -0,216%, a fronte di un Treasury a dieci anni anch'esso in aumento di un punto percentuale all'1,577%.
"La percezione dell'eccesso di offerta e il focus sull'eventuale tapering del programma di Qe di emergenza pandemica della Banca centrale europea sono le ragioni chiave per la recente sottoperformance dei titoli di Stato italiani, con conseguente allargamento dello spread", affermano gli strategist dei tassi di Societe Generale. Tuttavia, gli esperti della banca francese sono meno preoccupati per la potenziale emissione di Btp aggiuntivi quest'anno di quanto non sembri il mercato. Societe Generale si aspetta, infatti, che la Bce stia attenta nel gestire la fine del Pepp e non vede alcuna prova concreta che tassi più elevati dovrebbero far allargare gli spread dei rendimenti dei titoli di Stato nella zona euro.
"Ciò che è avvenuto stamani non è niente di nuovo", ha ribadito invece Piet Christiansen, analista capo di Danske Bank. "Da come hanno reagito i mercati, sembra quasi che essi vogliano assolutamente prevedere l'inizio esatto del tapering che pensano possa accadere già alla fine di quest'anno”, conclude l'esperto. (riproduzione riservata)