Il vicepresidente della Banca centrale europea Luis de Guindos ha detto che mentre un altro aumento dei tassi a luglio è un fatto praticamente certo, l'esito della riunione successiva, prevista a settembre, rimane poco chiaro.
De Guindos ha parlato mercoledì 28 giugno a Sintra, durante il forum mondiale delle Banche centrali, con Bloomberg Tv. Durante l’intervista, il vice presidente della Banca centrale europea ha spiegato che un altro incremento dei tassi dipenderà dai dati economici in arrivo nel frattempo.
L’economista ha sottolioneato che le pressioni inflazionistiche potrebbero rivelarsi più forti di quelle attualmente previste soprattutto se prende il via una forte stagione turistica estiva con conseguenti prezzi dei servizi in aumento.
«Penso che luglio sia un fatto compiuto», ha detto de Guindos a Sintra, in Portogallo, dove la Bce sta tenendo il suo meeting annuale e dove sono invitate anche le altre banche centrali mondiali. «Quanto a settembre, penso che l’ipotesi di un ulteriore incremento resti ancora aperta».
Il dibattito tra i funzionari della Bce su quando mettere in pausa una serie storica di aumenti dei tassi (400 punti base da luglio 2022) si sta surriscaldando. Alcuni membri del board hanno ha indicato che un buon momento per fare il punto della situazione potrebbe essere dopo la mossa pianificata di luglio, anche se altri, che guardano all’inflazione core piuttosto resistente, ritengono che possa essere necessario un ulteriore inasprimento in autunno.
La presidente stessa della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha detto chiaramente in questi giorni a Sintra che è improbabile che la Bce possa dichiarare a breve «con piena fiducia» che il picco dei tassi sia stato raggiunto. Lagarde ha descritto una «seconda fase del processo di inflazione» dove i lavoratori cercano di recuperare la forza di acquisto dei salari per tamponare una parte della perdita di reddito.
La situazione sui prezzi al consumo diventa più chiara questa settimana, quando l'Italia pubblica una serie di dati che culmina con la lettura di giugno nell’Eurozona, attesa venerdì.
E mentre l'inflazione principale è attesa calare nell’area dell’euro, quella core, depurata da energia e alimentari, potrebbe essere ancora in rialzo, in base alle attese degli economisti di Bloomberg Intelligence Unit. Secondo cui l’inflazione è attesa accelerare in Germania ma il dato atteso in Spagna potrebbe essere al di sotto dell'obiettivo del 2% della Bce per la prima volta da oltre due anni. Sarebbe una vera sorpresa, tenendo conto che il grande motore mondiale, la Cina, sta registrando una riapertura post-Covid in deflazione e questo, a catena, può avere ripercussioni in Occidente. (riproduzione riservata)