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Tassi, Bce verso un’altra pausa. Ecco cosa guardare nella riunione del 5 febbraio
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Tassi, Bce verso un’altra pausa. Ecco cosa guardare nella riunione del 5 febbraio

03 febbraio 2026, 22:30

Francoforte lascerà con ogni probabilità i tassi al 2%. Focus sulle parole della presidente Christine Lagarde e sull’effetto dell’apprezzamento dell’euro. Ecco le attese degli analisti per quest’anno 

La Bce lascerà con ogni probabilità i tassi invariati al 2% nella riunione del 5 febbraio. L’attenzione sarà rivolta alle prossime mosse: una minoranza di analisti si aspetta un taglio a marzo, ma i mercati monetari scontano scarse probabilità di un nuovo intervento quest’anno.

La presidente Bce Christine Lagarde ha detto negli ultimi mesi che la posizione sui tassi è «buona, ma non fissa». Questa frase potrebbe essere confermata, assieme alla «dipendenza dai dati» e alle decisioni «riunione per riunione» in un contesto incerto. Gli analisti guarderanno soprattutto ai rilievi della Bce sullo scenario economico.

L'andamento dell'inflazione e del pil nell'Eurozona

La crescita del pil nell’Eurozona è stata dello 0,3% nel quarto trimestre, lievemente sopra le attese. L’inflazione è scesa all’1,9% a dicembre, sotto l’obiettivo di medio termine del 2%, ma quella core (al netto di energia e cibo) è al 2,3%. I prezzi dell’energia negli ultimi giorni sono aumentati. L’euro forte è invece un rischio al ribasso per l’inflazione.

Intanto l’ultimo Bank Lending Survey ha mostrato un’inattesa restrizione delle condizioni creditizie verso le imprese, soprattutto in Germania e Francia.

Gli ultimi dati economici nel complesso sono rimasti in linea con quelli previsti dalla Bce a dicembre. Secondo Pictet WM, «la questione più rilevante riguarderà la soglia per un’eventuale azione. In particolare, potrebbe essere sollevato il tema del rinnovato rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro».

Il governatore austriaco Martin Kocher ha detto nei giorni scorsi che un ulteriore apprezzamento del tasso di cambio, qualora persistente e significativo, potrebbe avere implicazioni per l’inflazione e rendere necessario un taglio. Anche il governatore francese Francois Villeroy de Galhau ha osservato che la forza dell’euro sarà un fattore chiave per orientare la politica monetaria nei prossimi mesi.

In ogni caso la moneta unica, che era salita sopra 1,20 dollari nei giorni scorsi, è tornata su livelli più bassi (ieri sotto 1,18 dollari), in una zona che è oltre le previsioni di Francoforte, ma non troppo problematica per la banca centrale (che comunque ha un mandato sull’inflazione, non sul cambio). Unicredit ha osservato che i mercati continueranno a scontare la probabilità di un taglio Bce sotto il 50%, tranne in caso di rialzo dell’euro-dollaro verso quota 1,25.

Le previsioni degli analisti per i prossimi mesi

«L’euro in termini ponderati non si è apprezzato più di tanto», ha commentato Mfs Im. «Lagarde dovrebbe quindi attenersi alla linea secondo cui la Bce si trova in una situazione «buona ma non statica». I tassi rimarranno probabilmente invariati per il resto dell’anno, a meno che non si verifichi un nuovo shock». Anche Unicredit, Hsbc e Goldman Sachs non si aspettano altri tagli quest’anno.

Bofa e Allianz invece ritengono possibile una riduzione dei tassi a marzo. «Considerando i dati su crescita e inflazione, insieme al raffreddamento delle tensioni commerciali tra Usa ed Europa, non emerge un’urgenza immediata per la Bce di modificare la “buona posizione” sui tassi», ha rilevato Allianz GI. «Tuttavia un taglio a scopo preventivo è possibile e giustificato. La riunione di marzo potrebbe offrire l’occasione per l’intervento». (riproduzione riservata)



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