La Bce si avvicina alla fine delle riduzioni dei tassi che sono stati abbassati dal 2,25% al 2%, un livello dimezzato rispetto a quello di un anno fa. La presidente Christine Lagarde ha ripetuto più volte che «al livello attuale dei tassi» la banca centrale è «in una buona posizione per affrontare le condizioni di incertezza che si presenteranno». Il cammino dei prossimi mesi non è comunque definito con certezza.
La Bce ha confermato la «dipendenza dai dati» e le decisioni «riunione per riunione»: questo vuol dire che Francoforte valuterà anche nei prossimi mesi l’evoluzione dello scenario, alla luce delle forti incertezze. Non sono esclusi nuovi interventi.
Lagarde tuttavia ha sottolineato ieri: «Stiamo giungendo alla fine di un ciclo di politica monetaria che ha risposto a una serie di shock, tra cui il Covid, la guerra in Ucraina e la crisi energetica».
Dopo le parole di Lagarde diversi analisti hanno parlato di «hawkish cut» e hanno rivisto le attese sulle prossime mosse. Un altro taglio è considerato possibile, ma non certo. Una riduzione dei tassi potrebbe arrivare a settembre, mentre a luglio la Bce dovrebbe mettersi in pausa.
La reazione dei mercati è stata quella tipica di un aumento dei tassi, non di un taglio. L’euro si è apprezzato ulteriormente ed è salito a 1,145 dollari. I tassi dei titoli di Stato europei sono saliti nelle scadenze a due e dieci anni.
I rischi per la Bce non sono finiti. La riduzione dei tassi, varata con una sola obiezione (probabilmente del superfalco austriaco Robert Holzmann), è arrivata assieme a una netta revisione al ribasso (-0,3%) delle proiezioni di inflazione dell’Eurozona per quest’anno e il prossimo, rispettivamente al 2% e all’1,6%.
Il carovita è previsto così sotto al target del 2% per tutto il 2026 a causa (come ha detto Lagarde) del calo dei prezzi dell’energia e del rafforzamento dell’euro.
L’anno prossimo l’inflazione core, cioè al netto di energia e cibo, è invece attesa all’1,9%, quindi più vicino all’obiettivo. Inoltre l’indice dei prezzi al consumo complessivo dovrebbe tornare al 2% nel 2027.
La Bce ha comunque rilevato che una escalation nelle tensioni commerciali spingerebbe ancora più in basso la crescita e l’inflazione. Anche l’arrivo in Europa di una grande quantità di prodotti cinesi (colpiti dai dazi Usa) può abbassare il carovita. L’aumento dei prezzi così potrebbe allontanarsi di più dal target del 2%.
Nello stesso tempo, tuttavia, la Bce ha osservato che una risoluzione della questione dazi porterebbe a dati più alti sul pil e («in misura minore») sull’inflazione.
La buona notizia sul carovita è che per il momento è tornato attorno al 2% (1,9% a maggio) e che le aspettative restano ancorate. I dati relativi a servizi, salari e profitti si stanno muovendo nella direzione auspicata.
I timori sui prezzi, espressi nei giorni scorsi dal falco del comitato esecutivo Bce Isabel Schnabel, sono legati alla rottura delle filiere produttive (causa dazi) e all’aumento delle spese dei governi (in particolare della Germania).
Sulla crescita dell’Eurozona, intanto, i rischi restano «al ribasso» secondo la Bce. Le proiezioni sono state tagliate ancora, ma stavolta in misura limitata. È rimasta invariata la previsione per quest’anno (+0,9%), mentre è stata lievemente ridotta quella per il prossimo (da +1,2% a +1,1%).
Nel primo trimestre il pil è cresciuto più delle attese (+0,3%), per l’anticipo dell’attività in vista dei dazi, e secondo Lagarde sono possibili correzioni al rialzo. Ma nel resto dell’anno inizierà a pesare l’incertezza sulle tariffe. Gli investimenti governativi per difesa e infrastrutture produrranno benefici nel medio termine.
Gli scenari presentati dalla Bce hanno mostrato il rischio di una riduzione del pil dell’1% nel 2027 in caso di forte guerra commerciale, con inflazione giù all’1,8%. Alla fine sarà l’economia a dire se davvero sono terminati i tagli dei tassi.
Intanto, dopo le indiscrezioni del Ft sulle discussioni per un addio anticipato alla Bce, Lagarde ha ribadito: «Sono sempre stata e sono pienamente determinata a portare a termine la missione e sono determinata a completare il mandato». (riproduzione riservata)