Trasportare idrogeno dall’Azerbajian all’Europa sfruttando gli 878 km di infrastrutture esistenti del Tap, il gasdotto Trans-Adriatico che attraversa Grecia, Albania e mare Adriatico per collegarsi a Italia e a Bulgaria: è questo il progetto che il consorzio di compagnie che controlla Tap (Bp, Socar, Snam, Fluxys ed Enegas) sta portando avanti per rendere la rotta per l’importazione di gas ancora più strategica.
Lo studio di fattibilità è stato affidato a Penspen, società inglese di consulenza energetica, che si è aggiudicata il progetto per valutare l’introduzione dei miscele di idrogeno nel gasdotto esistente. Il team di ingegneri della società britannica eseguiranno una revisione completa delle installazioni fuori terra (Agi), delle valvole di blocco (Bv) e delle stazioni di compressione (Cs) del gasdotto per valutare l’ingresso della molecola di idrogeno nella pipeline.
Il consorzio aveva già condotto uno studio di «Hydrogen Readiness» sul gasdotto, senza però rivelare la quantità di idrogeno che intende miscelare nel gasdotto, né le tempistiche. Ma dato che il programma rientra nel più ampio piano di Tap di raddoppiare la capacità da 10 a 20 miliardi di metri cubi l’anno entro il 2027, si può ipotizzare che la miscelazione dell’H2 potrebbe iniziare nei prossimi due anni.
«Tap ha il potenziale per contribuire in modo significativo all’obiettivo dell’Europa di raggiungere la neutralità climatica, fornendo alla Regione fonti di energia a zero emissioni di carbonio, come l’idrogeno miscelato con il gas naturale», ha dichiarato l’amministratore delegato di Tap, Luca Schieppati. «Valutare se i nostri impianti di superficie sono pronti per l’idrogeno è un passo importante in questo processo più ampio».
La pipeline, che fa parte del Corridoio Meridionale del Gas, si collega al gasdotto Trans-Anatolian al confine tra Turchia e Grecia, il che consente l’ingresso nell’Europa meridionale di volumi di gas azero prodotti da Bp e Socar.
Miscelare idrogeno nella rete gas ha però i suoi costi. Come spiega il sito di analisi Hydrogen Insight, sebbene la maggior parte delle reti di gas in uso oggi può trasportare miscele di idrogeno fino al 20% della fornitura di metano senza incorrere in significativi costi aggiuntivi, l’aggiornamento della rete Tap potrebbe costare quasi 800 milioni di dollari.
La pipeline non è l’unica rotta destinata ad ampliare la capacità con la molecola dell’idrogeno. Lo scorso autunno, le aziende energetiche statali algerine Sonatrach e Sonelgaz hanno firmato un accordo con diverse società europee per condurre studi di fattibilità sull’idrogeno, uno dei quali prevedeva il trasporto di H2 dall’Algeria all’Italia attraverso un gasdotto sottomarino esistente.
Tra i firmatari dell’accordo algerino c’è SeaCorridor, una joint venture tra le aziende italiane Snam ed Eni, che gestisce il gigantesco gasdotto Trans Mediterranean da 33 miliardi di metri cubi all’anno tra Algeria e Italia. (riproduzione riservata)