Tannico protagonista a La Vendemmia di MonteNapoleone
Giulia Corcos, sales director di Tannico, racconta le iniziative per l’evento milanese e per la fase di scale-up della piattaforma
Da sempre terreno di sperimentazione all’insegna del lusso, La Vendemmia di MonteNapoleone quest’anno scommette su un nuovo dialogo tra il mondo fisico e quello digitale grazie alla partnership con Tannico, piattaforma pioniera nella vendita digitale di vini, nata nel 2012 e cresciuta esponenzialmente come un vero e proprio ecosistema di successo, acquisito nel 2022 dalla joint venture tra Campari Group & Moët Hennessy (Gruppo Lvmh). Oggi guidata da un nuovo team manageriale di cui è a capo Thierry Bertrand-Souleau, sta affrontando la sua fase di scale-up, puntando su una penetrazione più capillare dei mercati esteri, nuovi progetti con le cantine e la definizione di una customer experience sempre più coinvolgente. In questo percorso rientra il progetto per la serata dedicata alle degustazioni di vini in boutique, nella quale è possibile acquistare in modo immediato la bottiglia appena assaggiata inquadrando un Qrcode.

«Nel 2023 abbiamo presentato il nostro rebranding, punto di partenza di un’evoluzione importante che ha uno dei suoi punti fermi nell’emozionalità dell’acquisto», racconta in questa intervista Giulia Corcos, sales director di Tannico.
Gentleman. Qual è il progetto principale che avete attivato per La Vendemmia di MonteNapoleone?
Giulia Corcos. Quello della raccolta delle uve è per Tannico un momento cruciale dell’anno. Abbiamo progettato attivazioni sia fisiche che digitali in varie direzioni, perché negli ultimi anni ci siamo resi conto di quanto l’esperienza di acquisto online venga migliorata e amplificata da un approccio fisico al vino, capace di innescare emozioni. Per l’evento milanese abbiamo deciso di affiancarci alle cantine aderenti con un focus sulla serata che vede protagonista le boutique del lusso. In ogni negozio è presente un Qrcode che dà la possibilità di comprare direttamente il vino degustato. In questo modo uniamo il piacere della scoperta di un’etichetta all’immediatezzadella vendita.
G. Nel 2024 Tannico ha lanciato una Brand Value Proposition che pone l’accento sul valore dell’italianità. In che modo lo declinate nelle vostre iniziative?
G.C. Il nostro affiancamento parte dalle origini di Tannico. Ci siamo sempre legati in modo riguardoso alle realtà vitivinicole, rispettando il posizionamento del mercato. Adesso stiamo sviluppando una parte del catalogo che include le nostre importazioni e le esclusive. In particolare puntiamo Blending Stories, iniziativa di cobranding avviata con alcune realtà consolidate come Kaltern e Argiolas, che ci permette di proporre sul mercato vini con etichette speciali.

G. Cosa è cambiato dall’acquisizione di Tannico da parte di questa importante joint venture del beverage?
G.C. Siamo passati dalla fase di start-up a quella di scale-up, ma la nostra identità non è cambiata e nemmeno il nostro gusto. Ora, però, grazie a una struttura più imponente possiamo porci obiettivi ambiziosi: un potenziamento dell’emozionalità degli acquisti, una maggiore differenziazione dei servizi offerti (anche BtoB) e una penetrazione più capillare dei mercati esteri in cui siamo già presenti, 19 in tutto. Inizieremo questa nuova sfida con diverse attività, tra cui newsletter, content e influencer marketing in Svizzera, Germania e Svezia per poi ampliare il raggio. (Riproduzione riservata)
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