Sono 34 gli istituti finanziari globali, tra cui Jp Morgan, Hsbc e Deutsche Bank, che stanno lavorando con Swift a un sistema blockchain per rendere istantanei i pagamenti transfrontalieri istantanei, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Adesso, inviare i soldi all’estero è un'operazione che può impiegare più giorni e costi di commissioni elevati. Una mossa inevitabile, visto che usando le stablecoin le transazioni sono istantanee e le commissioni da pagare sono irrisorie.
Le istituzioni stanno collaborando a un «registro digitale condiviso» basato sulla blockchain che «registrerà, ordinerà e convaliderà le transazioni» internazionali. L’idea è di avere un sistema veloce e più economico, capace di funzionare anche con le forme di denaro digitale.
Swift, che ha sede in Belgio, è già usata in 200 Paesi e da 11.000 banche. La società intende basarsi su recenti progetti pilota per rendere i propri sistemi «interoperabili» con quelli che stanno emergendo per stablecoin, depositi bancari tokenizzati e valute digitali delle banche centrali, sviluppate da enti come Cina e Bce.
Le stablecoin stanno diventando strumenti mainstream. Come evidenziato da un rapporto Citi, che rivede al rialzo le stime fatte per il 2025, entro il 2030 potrebbero esserci in circolazione stablecoin per un valore fino a 4.000 miliardi di dollari, con un volume di scambi di 100.000 miliardi di dollari all’anno.
La revisione verso l'alto è dovuta alla forte crescita del mercato negli ultimi sei mesi e all'ampia gamma di annunci di progetti, sia negli Stati Uniti che a livello internazionale. Sempre secondo il rapporto Citi, si prevede che l'offerta di stablecoin rimarrà prevalentemente denominata in dollari Usa, stimata intorno al 90% entro il 2030, sebbene in calo rispetto all'attuale quota quasi del 100%. (riproduzione riservata)