Svolta storica per la Lagardère. Il consiglio di sorveglianza ha infatti accolto favorevolmente la proposta di convertire il gruppo da società in accomandita a società per azioni. La proposta, che sarà formalmente presentata all'assemblea generale del 30 giugno, è stata concordata dai principali investitori della società, e fa seguito alla decisione di Lagardere e Amber Capital di risolvere le ormai note controversie legali. Lo scorso anno, infatti, l'azionista attivista Amber Capital aveva aumentato la sua partecipazione in Lagardere a oltre il 19%, cercando di estromettere Arnaud Lagardère dalla carica di amministratore delegato e proponendo una revisione della struttura legale dell'azienda.
L'attuale struttura, infatti, conferisce al socio amministratore Lagardère poteri di veto sulla maggior parte delle decisioni prese dagli azionisti, dandogli di fatto il controllo della società anche se possiede solo una quota pari a circa il 7,3%. Come risultato di tale cambiamento, la società si doterà di una rinnovata struttura di governance che consentirà la rappresentanza dei principali azionisti nel consiglio di amministrazione.
Nel dettaglio, la società nominerà lo stesso Arnaud Lagardère presidente e amministratore delegato, mentre Pierre Leroy sarà vice amministratore delegato, con un maggiore focus sull'eccellenza operativa e la generazione di cassa. Sempre secondo quanto si apprende dal piano, ai soci accomandatari della società saranno assegnati 10 milioni di nuove azioni come corrispettivo per la rinuncia ai propri diritti. Tra questi, vi sono anche Arnaud Lagardère e Arjil Commanditee-Arco.
Attualmente, i maggiori azionisti del gruppo sono Vivendi (27%), Amber Capital (20%), il fondo sovrano del Qatar con il 13% e la holding di Bernard Arnault con l'8% (ma presente anche nel capitale della finanziaria della famiglia Lagardere con titoli, che ora avrà facoltà di trasformare direttamente in azioni Lagardere). Vivendi, primo socio, avrà tre rappresentanti nel futuro Cda, lo stesso numero dei componenti scelti da Arnaud Lagardère.
Olivier Fortesa, Managing Partner di Amber Capital, ha sottolineato come "questa proposta, combinata con la nuova corporate governance, permetterà agli azionisti di essere coinvolti nella definizione dell'orientamento strategico del gruppo, rafforzandolo e dando alla società i mezzi per accelerare il suo sviluppo nell'editoria, nel travel retail e nei media".
Quest'operazione, ha sottolineato Amber Capital, risulta pienamente in linea con la visione strategica del gruppo, che in qualità di investitore e azionista di maggioranza, con circa il 20% della partecipazione, "è impegnato nella trasformazione del gruppo dal 2016 per l’interesse della società, dei suoi dipendenti e di tutti i suoi stakeholder".
Questa risoluzione amichevole tra il gruppo Lagardère e i suoi principali azionisti ha innescato l'estinzione di tutti i procedimenti giudiziari tra Lagardère e Amber Capital e ciascuna delle loro parti correlate. Sempre nel comunicato, inoltre, viene evidenziato come, nel quadro di una governance sana ed equilibrata, il consiglio di amministrazione, che rappresenterà equamente i principali investitori, potrà ora svolgere pienamente il suo ruolo e il team di gestione, una volta nominato, sarà pienamente responsabile nei confronti del consiglio.
"Come azionista principale, siamo soddisfatti di questo progetto di trasformazione che chiediamo da diversi anni. Questa governance garantirà il corretto funzionamento degli organi di gestione, che è essenziale per il successo e lo sviluppo del gruppo Lagardère", ha dichiarato Joseph Oughourlian, Managing Partner e fondatore di Amber Capital, che ha confermato inoltre che non vi è ad oggi alcun accordo con gli altri principali azionisti e/o con la società e il suo management in merito all'attuazione di una strategia comune per il gruppo. (riproduzione riservata)