Abbandonare la corona per adottare al più presto l’euro. Il cambiamento per la Svezia sarebbe storico, ma a Stoccolma c’è chi inizia a pensarci seriamente. Dopo la presentazione di un rapporto della Swedish Free Enterprise Foundation sul tema, a dicembre 2025, economisti e politici hanno ripreso in mano il dossier: secondo lo studio, riportato da Reuters e Bloomberg, i benefici dell’ingresso nell’Eurozona supererebbero i rischi.
La Svezia è entrata nell’Unione Europea nel 1995 e ha sottoposto l’adesione all’euro a un referendum popolare nel 2003. Tuttavia, in quell’occasione la moneta unica è stata bocciata dal 56% dei votanti. Allora la corona era considerata un «cuscinetto» monetario utile a difendere l’economia nazionale. Oltre 20 anni dopo, però, lo scenario è cambiato.
La guerra in Ucraina, l’instabilità dei rapporti con gli Stati Uniti e le forti tensioni globali stanno ridefinendo le priorità di molti Paesi, compresa la Svezia. In quest’ottica, nonostante i rischi legati al livello di indebitamento di alcuni membri dell’Eurozona (citati nel report), entrare nella moneta unica potrebbe essere un’opzione per il Paese.
Secondo la Swedish Free Enterprise Foundation, l’ingresso nell’area euro porterebbe un aumento del commercio transfrontaliero (al momento oltre il 60% degli scambi è con l’Ue secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica svedese) e degli investimenti esteri, ridurrebbe i costi di cambio e potrebbe dare alla Svezia più influenza a Bruxelles.
«A mio avviso le ragioni a favore dell'adesione all’euro si sono rafforzate nel tempo», ha affermato in una dichiarazione Lars Calmfors, professore emerito di Economia internazionale all'Università di Stoccolma e uno degli autori del rapporto. «La Svezia dovrebbe quindi adottare l'euro».
All’appello ha risposto la ministra delle Finanze, Elisabeth Svantesson, che a fine gennaio ha detto che istituirà una commissione per esaminare i pro e i contro dell’adesione, se rimarrà in carica dopo le elezioni di settembre 2026. In ogni caso, l’ingresso nell’euro non sarebbe immediato. Le regole europee prevedono infatti un percorso che può durare anni.
Di recente la Svezia ha già rivisto in modo sostanziale il suo posizionamento internazionale. Nel marzo 2024 è diventata il 32° membro della Nato, ponendo fine a oltre due secoli di neutralità. La scelta dell’adesione all’Alleanza Atlantica, volta a rafforzare la sicurezza del Paese nordico, è maturata dopo lo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022. (riproduzione riservata)