Novità in chiaroscuro per il mercato dei mutui. Insieme alla proroga del Fondo garanzia prima casa a tutto settembre 2023, di contro, la legge sull'equo compenso (l. 49/2023), che riguarda anche i notai, potrebbe avere un impatto negativo sul mercato delle surroghe. E' quanto emerge da un'analisi di Facile.it e Mutui.it. Il 20 maggio è entrata in vigore la legge sull'equo compenso che potrebbe avere un impatto negativo sulle surroghe, che oggi rappresentano, secondo i dati di Facile.it, oltre il 20% delle richieste di mutui. Come noto, la surroga consente ai mutuatari trasferire gratuitamente il proprio finanziamento residuo presso un'altra banca che offre condizioni più vantaggiose: un'opportunità che negli ultimi anni ha contribuito a mantenere viva la concorrenza tra gli istituti di credito, a vantaggio dei consumatori finali. I costi connessi all'operazione di surroga quindi, in particolare quelli relativi all'atto notarile, ricadono sulla banca stessa, ed è proprio qui che la legge sull'equo compenso potrebbe scombinare gli equilibri. La norma fissa i valori che l'istituto di credito deve corrispondere al notaio, eliminando quindi la possibilità di beneficiare di prezzi scontati forfetari. «E questo potrebbe tradursi in un aumento dei costi notarili a carico delle banche, soprattutto per quelle che in passato potevano godere di prezzi agevolati in virtù del numero elevato di surroghe che normalmente gestiscono ogni anno», spiega lo studio.
In virtù di tariffe più elevate, le banche potrebbero irrigidire i criteri con cui concedere le surroghe, a scapito della possibilità per i consumatori di cambiare banca e trovare condizioni di mutuo più favorevoli, o, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero aumentare i tassi di surroga offerti ai clienti, rendendo meno vantaggiosa l'operazione. «Il prodotto surroga, nel suo complesso, non è a rischio, ma questa novità potrebbe comunque avere un impatto, specie su quelle di importo modesto», conclude lo studio di Facile.t e Mutui.it. «Si tratta di operazioni alle quali non tutte le banche sono interessate e l'aumento dei costi a loro carico potrebbe renderle meno disponibili.