Nuove richieste di messe a punto per quanto riguarda il Superbonus 110, in merito soprattutto a costi dei materiali e cessione del credito spettante ai contribuenti in favore di enti e banche. «È indispensabile che la spinta prodotta da alcune scelte di governo e Parlamento, soprattutto il Superbonus 110% in edilizia, non sia frenata da un eccessivo rincaro delle materie necessarie alle costruzioni». Lo dichiara Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera, in merito al lavoro che il governo sta facendo per una norma che freni la lievitazione dei prezzi dei materiali dell’edilizia per le opere pubbliche con contratti in corso. «Da tempo i costruttori lamentano il rincaro dei prezzi», spiega Nardi. «Un fenomeno che provoca un duplice danno: da una parte rallenta se non blocca gli effetti virtuosi prodotti dalle agevolazioni fiscali per famiglie e imprese, dall’altra ha ripercussioni negative sui lavori pubblici che, oggi come mai, devono invece essere agevolati e velocizzati, in modo da dare quella spinta alle infrastrutture fondamentale per aiutare la ripresa economica».
Richieste come accennato anche per quanto riguarda la cessione del credito. «È necessario un intervento sia del Governo sia del Parlamento per rendere stabile il sistema della cessione del credito a terzi riguardo qualsiasi tipo di bonus o agevolazione e, in particolar modo, riguardo al superbonus edilizio al 110%», ha aggiunto Nardi, tornando a sollecitare Governo e Parlamento anche alla luce del parere dato da Eurostat all’Istat, in base al quale la cessione del credito per il superbonus 110% resta operativa almeno fino a quando questi aspetti non verranno chiariti «attraverso una guida metodologica».