Sochi 2014. Il 4 luglio 2007 la città si è aggiudicata la XXII edizione dei Giochi olimpici invernali del 2014, battendo nell'ultima votazione la candidata favorita, la sudcoreana Pyeongchang. Nel giro di 18 mesi i prezzi delle case nell'area interessata sono aumentati di oltre il 20%, dopodichè, da fine 2007 a fine 2012 i prezzi hanno continuato a salire, ma con minore irruenza, trainati dagli ingenti investimenti in infrastrutture. Il colosso dell'energia Gazprom per esempio ha investito oltre 16 miliardi di dollari per la realizzazione di alberghi, strade, residenze e impianti sportivi. In ogni caso non solo Sochi (che in realtà è sul Mar Nero ma ha alle spalle le possenti montagne del Caucaso), ma anche le località, queste sì montane, di Krasnaya Polyana e Adler hanno beneficiato dell'annuncio: dal 2000 al 2007 i prezzi del residenziale sono saliti tra il 2,5% e il 4% l'anno.
In sostanza il mercato ha vissuto due fasi: prima dell'annuncio del Comitato olimpico, i rumor di mercato avevano già iniziato a far salire le quotazioni delle aree edificabili, e dopo l'annuncio i valori hanno iniziato a correre ancora più velocemente. Unico neo, la crescita urbanistica della città di Sochi è stata giudicata «caotica, per cui oggi si teme che passate le Olimpiadi molti investitori lascino l'area a caccia di nuove occasioni.
Vancouver 2010. La canadese Vancouver (oltre 2 milioni di abitanti) viene da tempo detta la città con la qualità della vita migliore del mondo. Le montagne della British Columbia che le fanno cornice sono da oltre vent'anni meta dei turisti di tutto il mondo. Nelle località sciistiche l'offerta di abitazioni negli anni è cresciuta a ritmi molto controllati, permettendo di non vedere mai flessioni delle quotazioni. L'annuncio dell'assegnazione delle Olimpiadi invernali 2003 le ha fatte salire del 17% in soli 14 mesi, ma in seguito la crescita è stata più controllata e costante. Negli ultimi 15 anni la crescita dei prezzi è stata del 5% l'anno, specie nell'area di Whistler, la più pregiata.
Torino 2006. Per le Olimpiadi invernali del 2006 non solo Torino, ma anche le mete sciistiche della provincia hanno conosciuto un incremento di compravendite e quotazioni grazie alla concomitante fase di boom del mattone. Da metà 2005 e metà 2006 le località del comprensorio Via Lattea, a partire da Sestriere, crebbero del 15%, fino a sfiorare i 7.000 euro/mq. Poi però la crisi del mercato delle seconde case, dal 2008-2009 in avanti ha ribassato i prezzi di quasi il 20% e fatto lievitare l'offerta, complice forse un eccesso di nuove costruzioni, offerta che resta ancora alta. Oggi comunque i prezzi sono ancora in leggero calo, ma restano superiori del 40-50% rispetto al 2000.
Salt Lake City 2002. Dopo la crisi vissuta tra il 2008 e il 2010 con i prezzi in discesa anche del 30%, a Slc (come la chiamano gli habituée), il mercato residenziale si è ripreso molto bene, tanto che nel 2013 i prezzi sono saliti del 15% rispetto al 2012. Cresce la domanda di chalet di lusso, tutto sommato meno cari rispetto a quelli alpini: il prezzo top oggi a Park City, la località più ricercata, è di poco inferiore ai 7.000 euro/mq, grazie anche al cambio favorevole. Negli ultimi 15 anni comunque la crescita dei valori è sempre stata molto positiva, con medie superiori al 6% annuo.
Nagano 1998. La crisi del mattone nipponico ha colpito anche Nagano, a 20 minuti di volo da Tokyo, diventata famosa negli anni '90 proprio grazie alle Olimpiadi Invernali. I prezzi delle case nelle mete sciistiche di Hakuba e Happo sono cresciuti meno del 3% l'anno negli ultimi 15 anni e oggi sono vicini alla crescita zero.
Albertville 1992. La cittadina, più industriale che turistica, ha organizzato i Giochi olimpici invernali nel 1992. In città fu eretto lo stadio temporaneo Théâtre des Cérémonies, mentre le gare sciistiche ebbero per lo più luogo nelle vicine stazioni sciistiche di Val-d'Isère, Les Arcs, Espace Killy e Courchevel. I prezzi delle case sono cresciuti soprattutto in Val d'Isere e a Courchevel, specie nel decennio 1990-2000. Fra il 2006 e il 2012 il mercato ha conosciuto una crisi delle transazioni piuttosto forte che ha ridimensionato i prezzi del 10%-15%. Oggi però scambi e affitti indicano che il punto di svolta del mercato è arrivato. Infatti da un anno i prezzi hanno ricominciato a crescere di circa il 4,5%. (riproduzione riservata)