La banconota da 200 euro torna in una nuova veste, come precedentemente annunciato dalla Banca centrale europea. Questo restyling generale della cartamoneta nasce dall’opinione di più di 350 mila cittadini e da gruppi di esperti, che hanno scelto due motivi per un rinnovamento del contante in generale, dai 5 ai 500 euro. Il primo è «Cultura europea: luoghi di cultura e condivisione»; il secondo fa parte della categoria «Fiumi e uccelli: resilienza nella diversità». La Bce ha perciò indetto un concorso, ancora in atto, per selezionare le migliori grafiche.
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, spiega che questi temi sono «immagini di vita reale che testimoniano il nostro impegno per l’Europa e celebrano il suo patrimonio culturale e naturale». Una visione che è condivisa anche da membro del Comitato esecutivo della Bce Piero Cipollone, secondo cui lo sviluppo di nuove banconote «testimonia il nostro impegno nei confronti del contante, oggi e in futuro».
La necessità di emettere periodicamente nuovo contante è una prassi standard per tutte le banche centrali, fondamentale per mantenerlo sicuro ed efficiente. Ma le banconote dal valore più alto, inizialmente simbolo di potere economico, continuano a scontare un’eredità infelice, che nasce dal modo in cui sono state adoperate in passato e continuano a venire usate.
La cartamoneta, specie quella dal valore alto, presenta un rischio intrinseco. Falsificando poche unità, i contraffattori riducono il rischio di essere scoperti e ottengono somme importanti. Ma, soprattutto, l’uso del «cash» è correlato all’economia sommersa e all’evasione fiscale. Ecco perché in Italia le norme antiriciclaggio prevedono un limite di 5.000 euro per ciascun pagamento e per le transazioni dilazionate nell'arco di 7 giorni. Con l'entrata in vigore delle norme europee nel 2027, Roma avrà la possibilità di alzare il proprio limite interno all'utilizzo del contante a 10.000 euro.
Un altro elemento che rende rischiose queste banconote è la loro circolazione limitata. Secondo i dati più recenti della Bce, ci sono in circolazione meno di 370 milioni di esemplari da 500 euro, mentre quelli da 200 euro si aggirano intorno ai 600 milioni. I numeri non sono così esorbitanti, se si valuta che i 50 euro sfiorano i 15 miliardi di unità. Meno si conosce una banconota, minore è il rischio di identificarne la contraffazione.
Ciononostante la Banca centrale mantiene il suo impegno nei confronti del contante, rendendolo al passo coi tempi e con l’evoluzione della tecnologia. È la ragione per cui, a partire dal 2026, vedremo sui 200 euro il volto dell’autrice austriaca Bertha von Stuttner, insignita del premio Nobel per la Pace nel 1905 in quanto illustre esponente del movimento pacifista. Sul fronte naturalistico, troveremo invece l’immagine la sula bassana. L’uccello dal portamento maestoso popola le coste atlantiche ed è considerato emblema di libertà e resistenza. (riproduzione riservata)