La crisi non arriva in montagna. Almeno per ora infatti le preoccupazioni che affliggono l'economia e i timori di raffreddamento del mercato immobiliare non sembrano toccare la domanda di abitazioni nelle mete montane d'Italia: anche nel 2022 i prezzi hanno continuato a salire così come le compravendite. Queste ultime, anzi, negli ultimi due anni (cioè rispetto al 2019, l'epoca pre Covid) sono aumentate di oltre il 20%, forti di una domanda che ormai è arrivata addirittura a superare quella rivolta alle località di mare. «Merito del cambio di abitudini conseguente alla pandemia, dal lockdown allo smart working, che oggi fanno apprezzare maggiormente verde, natura, vita all'aperto, wellness, spingendo appunto la domanda anche nelle località montane, specie verso quelle meno affollate», spiega Alessandro Ghisolfi, responsabile Centro Studi di AbitareCo, società di consulenza e intermediazione immobiliare. «Non solo: ormai da diversi anni la montagna continua ad affermarsi sempre più anche come meta per le vacanze estive, complice la possibilità che offre di fare sport, dalle passeggiate al ciclocross. E anche come meta benessere, legata a qualità dell'aria, dell'ambiente e a volte anche alla possibilità di frequentare vicine stazioni termali, spa e beauty farm, anche quelle degli alberghi di lusso, spesso accessibili anche ai clienti esterni».
Tutto ciò ha prolungato di molto la stagionalità che ormai nella maggior parte delle località montane di fatto parte da inizio dicembre per prolungarsi fino all'autunno successivo. E questo (fatta eccezione per le mete più costose, le perle di montagna) le ha rese anche più competitive rispetto al mare, dove tra l'altro i prezzi sono in genere più salati, sia per quanto riguarda l'acquisto che rispetto all'affitto.
A proposito di prezzi, negli ultimi due anni e mezzo in media sono tornati a crescere al ritmo del 2,5% all'anno in tutte le principali località. In particolare, come rileva il Centro Studi di AbitareCo, il 2022 si chiude con un aumento medio dell'1,8% a livello nazionale. A guidare la classifica sono Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta con rincari tra l'1,8% e il 2%. Anche quest'anno le mete più care sono Cortina d'Ampezzo, Madonna di Campiglio, Courmayeur e Livigno, l'unica new entry. In queste località per acquistare una casa di nuova costruzione o completamente ristrutturata servono in media dai 9.350 euro al metro quadrato di Livigno ai 13mila euro di Cortina. «Cifre senz'altro elevate, ma in fondo neanche tanto se si considera che sulle Alpi svizzere o francesi le quotazioni top superano i 20mila euro al metro quadrato», sottolinea Ghisolfi. «Nel range tra 5.000 e 7.000 euro al metro quadrato troviamo molte delle località dell'arco alpino: da Cervinia a Ponte di Legno, da Bormio a Selva di Val Gardena. E a cifre ancora minori si trovano molte località affascinanti e amate dai turisti sia italiani che stranieri come Gressoney in Valle d'Aosta o Selva di Cadore in Veneto». Principali acquirenti sono le famiglie di Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, che in genere si indirizzano verso le principali località di montagna delle rispettive regioni, oltre naturalmente che su quelle di Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige. Nell'80% dei casi preferiti gli immobili di nuova o recente realizzazione, tra 60 e 90 metri quadri, da tenere sempre a disposizione, o anche da mettere in affitto».
Proprio il tema affitto è comunque un altro dei punti di forza del mercato immobiliare in montagna. Punta infatti sulla locazione chi non vuole o non può permettersi di comprare, ma anche chi per esempio non è interessato a frequentare la montagna tutto l'anno perché magari è interessato solo agli sport invernali, o viceversa. «Da qui il boom delle richieste di case in locazione, che a sua volta sostiene quella in acquisto», prosegue Ghisolfi: «chi compra sa che può contare su una rendita se vuole acquistare per investimento o se non è interessato ad avere l'abitazione a disposizione tutto l'anno oppure infine se vuole un supporto per affrontare i costi di gestione e manutenzione».
Ma quali sono oggi le caratteristiche più ricercate per le case in montagna? Anche per le seconde case, si conferma la preferenza per quelle dotate di spazi esterni e possibilmente adatte allo smart working, quindi con disponibilità di locali polifunzionali e ottime connessioni web. Per questa ragione chi compra in genere punta su case nuove o almeno recenti, là dove permesse dai regolamenti urbanistici locali, a volte molto restrittivi. «In genere si tratta di piccole palazzine in pietra e legno di non più di 4-8 unità di 80-100 metri quadri, oppure di villette mono o bi-familiari», spiega Ghisolfi. «Nel segmento più alto di mercato, con prezzi da 7.000 euro a 15mila euro al metro quadro, gli edifici sono ecosostenibili e dotati di posti auto coperti, palestra e spa, depositi sci e scarponi, impianti di demotica e connessione digitale (se possibile), terrazzi e balconi, camino. D'obbligo la vicinanza agli impianti o al centro del paese. Nel 2023 il mercato vedrà maggiore incertezza, ma sul fronte prezzi non dovremmo assistere a un cambio di passo o a un' inversione di tendenza. Men che meno nel segmento degli affitti dove, al contrario, sono possibili aumenti legati soprattutto al carovita. (riproduzione riservata)