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Sul Lago di Como torna Villa d’Este: tra Bmw M3 storiche e il debutto di Alpina

Sul Lago di Como torna il Concorso d’Eleganza Villa d’Este: tra Bmw M3 iconiche, anniversari storici e il debutto di Alpina un nuovo brand di Bmw, il passato dialoga con il futuro dell’automobile

di Nicola D. Bonetti
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Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este, in programma dal 15 al 17 maggio 2026, rrappresenta un appuntamento leggendario che Bmw Group co-organizza con l’hotel Villa d’Este da oltre vent’anni.  Non è un evento, ma un dispositivo di raffinazione del tempo.

Al centro Massimiliano di Silvestre presidente e ceo di Bmw Italia con una BMW M3 E30 di prima generazione, fine anni ’80 e inizio ’90).
Al centro Massimiliano di Silvestre presidente e ceo di Bmw Italia con una BMW M3 E30 di prima generazione, fine anni ’80 e inizio ’90).

Bmw lo sa bene. E lo dice, senza girarci troppo intorno, Massimiliano Di Silvestre: questo è un «luogo magico, una macchina del tempo». Un modo per trasformare un weekend sul lago in una narrazione controllata dove passato, presente e futuro si possono osservare nello stesso istante.

È una celebrazione in cui emerge il dna del brand, fondato sulla «passione per il bello e del piacere di guidare».

BMW Serie 6 prima generazione (E24), prodotta tra fine anni ’70 e fine anni ’80.
BMW Serie 6 prima generazione (E24), prodotta tra fine anni ’70 e fine anni ’80.

Il patrimonio storico dell’automobile passa anche dagli anniversari, come i 40 anni della Bmw M3, i 50 della Serie 6 e i 60 della Serie 02.  Le celebrazioni diventano pietre miliari di un linguaggio che Bmw continua a parlare con sorprendente coerenza. Non si tratta di guardare indietro con rimpianto, ma con una certa autorevolezza progettuale: «abbiamo già fatto la storia, ora vediamo cosa farne». E allora le classi del concorso smettono di essere categorie e diventano dichiarazioni culturali. Every Scratch Tells A Story (ogni graffio racconta una storia) è quasi un manifesto anti-restauro, anti-perfezione. Un modo per dire che il valore non sta nell’uso. Nell’attrito. Nella vita.

BMW 2002 Cabrio (Baur), derivata dalla Serie 02, fine anni ’60 / inizio ’70
BMW 2002 Cabrio (Baur), derivata dalla Serie 02, fine anni ’60 / inizio ’70

È un’idea sorprendentemente contemporanea, in un mondo ossessionato dal nuovo. In questa cornice unica l’automobile viene celebrata come «arte e come simbolo di progresso».  Lo sguardo verso il domani è garantito da anteprime mondiali, tra cui il debutto pubblico di Bmw Alpina, marchio che incarna un «perfetto equilibrio tra lusso discreto, artigianalità elevata» ed esclusività. La visione di Di Silvestre è chiara e mette al centro la ricerca di un «punto di equilibrio tra tecnologia e fattore umano, tra avanguardia tecnologica ed emozione». E produzione limitata. In una parola anti-esibizionismo. Alpina lavora per sottrazione. È velocità senza spettacolo. È status senza dichiarazione. E non è un caso che il debutto avvenga qui. Villa d’Este è uno dei pochi luoghi rimasti dove l’understatement è ancora una valuta forte. Dove l’eleganza non ha bisogno di spiegazioni, e la velocità non ha bisogno di numeri.

Tre icone BMW a confronto: dalla 2002 Cabrio Baur alla Serie 6 fino alla M3 E30, protagoniste del Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026, dove la storia del brand si legge in sequenza
Tre icone BMW a confronto: dalla 2002 Cabrio Baur alla Serie 6 fino alla M3 E30, protagoniste del Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026, dove la storia del brand si legge in sequenza

In sintesi qui si vive il futuro, ma senza perdere il tatto. Di Silvestre insiste su un concetto che oggi suona quasi radicale: «equilibrio tra tecnologia e fattore umano». È una frase che potrebbe sembrare aziendale, se non fosse che il contesto la rende credibile. Qui, tra carrozzerie che riflettono il sole come superfici liquide e motori che hanno ancora qualcosa da dire, la tecnologia è sempre un mezzo per amplificare un’esperienza fisica. Guidare, in fondo.

Quel «piacere di guidare» che Bmw continua a citare, e che, sorprendentemente, non ha ancora perso significato.

Comunità, culto, continuità. Poi c’è il pubblico. I collezionisti, i piloti, gli ossessivi. Gente che sa distinguere una E30 da una E36 a trenta metri e senza occhiali. Roberto Ravaglia campione mondiale Turismo, presente per condividere aneddoti della sua leggendaria carriera è lì, naturalmente. Non come reliquia, ma come testimone operativo di un’epoca in cui le auto non erano solo veloci: erano leggibili. E attorno a lui si muove una comunità che competente. I valori di cultura e sostenibilità del marchio sono invece rappresentati dall’Ambassador Pierfrancesco Favino. L’esclusività dell’esperienza è suggellata dalla collaborazione con A. Lange & Söhne, che premierà il vincitore del Best of Show con un cronografo unico in oro bianco. 

Sul Lago di Como torna Villa d’Este: tra Bmw M3 storiche e il debutto di Alpina

Alla fine, ciò che rende Villa d’Este diverso da qualsiasi altro evento automotive è la sua totale indifferenza alla fretta. Qui il tempo non corre. Viene solo esposto. E Bmw con una lucidità rara per un grande gruppo industriale, ha capito che il segreto oggi non è andare più veloce, ma sapersi fermare nel punto giusto. Guardare indietro senza rallentare. Guardare avanti senza perdere il controllo. Lasciarsi ispirare. È lo stesso invito che Di Silvestre rivolge agli ospiti, quello di «lasciarsi ispirare dalla bellezza delle vetture esposte, dalla storia che raccontano e dalle innovazioni che anticipano il futuro». (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 04/05/2026 13:23
Ultimo aggiornamento: 23/06/2026 10:50
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