Il report di Scenari Immobiliari e Re.Uni: entro il 2027 l'offerta di alloggi per studenti in Italia dovrebbe superare le 100 mila unità, con la maggior parte dei nuovi posti concentrati nel nord Italia
| Pnrr, Cdp e ministero dell’Università insieme per gli studentati: via al bando da 1,2 miliardiSolo uno studente universitario su 20 ha a disposizione un posto letto in uno studentato. Il dato sottolinea la distanza che ancora esiste con gli altri Paesi europei, dove in media il rapporto tra universitari e stanze a disposizione è di uno a cinque, nonostante il fermento e l’attenzione verso l’asset class degli studentati in Italia sia cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni.
La panoramica emerge dal report «Lo student housing da mercato di nicchia a comparto maturo» presentato ieri da Scenari Immobiliari e Re.Uni, associazione che unisce i principali tre player italiani del settore: Camplus, CampusX e Joivy. A
oggi in Italia ci sono oltre 85 mila posti letto per studenti e nei prossimi anni, stando alle nuove strutture in fase di realizzazione, si aggiungeranno altri 28 mila alloggi. Un’offerta che continuerà a crescere superando entro il 2027 il target di 100 mila unità.
Il 2023 ha già rappresentato un momento di accelerazione per gli investimenti sul settore, arrivati a quota 315 milioni di euro che rappresentano il 45% delle risorse piovute sul residenziale durante l’anno scorso. In particolare l’ultimo trimestre 2023 ha visto lo sblocco di progetti rilevanti per un totale di 210 milioni investiti. Malgrado la forte attenzione dei player italiani, però, il 70% del totale dei capitali che hanno puntato sugli studentati lo scorso anno è arrivato ancora dall’estero.
A livello geografico si conferma l’attrattività delle principali città universitarie, soprattutto nel nord Italia. Milano, Torino, Padova e Bologna la fanno da padrona e per il futuro si conferma una mappa degli investimenti non omogenea. Dei quasi 28 mila posti letto al momento già in pipeline al 2027, oltre il 75% saranno sviluppati nelle regioni settentrionali e solo il 5% nel Sud.
Si conferma la leadership di Milano (quasi 7.300 posti aggiuntivi), la rimonta di Roma (più di 3.100 nuove unità) e la centralità di poli universitari come Bologna, Padova e Torino, tutte che vedranno aggiungersi tra 2.200 e 2.400 letti in tre anni. Potenziamenti della rete che risultano più che mai necessari se si considera che, secondo le stime di Scenari Immobiliari, sono circa 670 mila i ragazzi italiani che scelgono di essere fuorisede.
Degli 85 mila posti letto esistenti, circa 49 mila fanno riferimento a un’offerta «strutturata», composta cioè da residenze convenzionate con gli organismi regionali per il Diritto allo studio (44 mila) e collegi universitari di merito (5 mila). Posti che coprono solo il 7,3% degli studenti fuorisede. I restanti 36 mila letti, invece, sono garantiti da strutture private e/o religiose. Numeri che testimoniano come ci sia un ampio margine di crescita in questa asset class.
Istituzioni e privati sono già a lavoro in vista anche del bando legato al Pnrr, che mette a disposizione quasi 1,2 miliardi e grazie al quale dovrebbero essere strette nuove sinergie pubblico-privato per la realizzazione di 60 mila posti letto entro aprile 2026.
Senza dimenticare il ruolo di Cdp Real Asset, che ha già impegnato circa 200 milioni per 6.500 posti letto e ha in programma di arrivare a 10 mila auspicabilmente entro fine 2024. (riproduzione riservata)