Alla base del cambiamento c'è l'andamento dell'economia italiana che, durante lo scorso anno, ha registrato una crescita costante, sebbene non spettacolare. Un recupero che comunque ha avuto il merito di porre fine a quattro anni di contrazione pressoché continua del pil. Il miglioramento delle prospettive economiche si è riflesso sulla domanda di uffici e spazi commerciali. La prospettiva di un ulteriore progresso degli indicatori economici nel 2016, inoltre, ha spinto nell'ultimo periodo dello scorso anno l'indice Rics sul trend di breve atteso per gli affitti al massimo degli ultimi cinque anni: nel sondaggio prevalgono le attese di rialzo dei valori di locazione del 19% (quota che prevede un andamento positivo meno quella che prevede un andamento negativo).
Nel quarto trimestre 2015, secondo dati Cbre, la domanda di immobili strumentali ha continuato a crescere, in buona parte grazie al contributo di acquirenti stranieri. Ciò ha determinato un aumento del 45% dei volumi di investimento in commercial real estate rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo gli indicatori del monitor Rics il livello di transazioni continuerà ad aumentare almeno sino alla metà del 2016. Il probabile aumento dell'offerta dovrebbe mantenere sotto controllo la dinamica dei prezzi. In media, il campione Rics si attende una crescita dei valori in conto capitale dell'1% circa nell'intero 2016, con gli uffici di migliore categoria e gli immobili commerciali che potrebbero mettere a segno performance ancora più elevate.
Per quanto riguarda le previsioni a livello internazionale, secondo il global monitor il 2016 sarà un anno positivo, con l'Europa che catalizzerà l'attenzione degli investitori, dando ritmo e direzione al settore. A soffrire saranno invece le economie emergenti, in preda all'onda lunga della crisi, con Russia e Brasile sottotono assieme alla Svizzera, e la Cina che influenzerà l'andamento del settore in tutta l'area del Sudest asiatico.
Gli operatori si attendono nel Vecchio Continente un ulteriore e modesta compressione dei rendimenti per tutto il 2016, con conseguente aumento dei prezzi. L'Europa è ripartita dopo gli Usa, ma per l'anno in corso è attesa conferma dei trend positivi.
A muovere il mercato, oltre ai dati macro che confermano la ripresa in buona parte dell'Europa, gioca un ruolo fondamentale la Bce, che con la politica di iniezione di liquidità nel sistema sta contribuendo a mantenere i tassi d'interesse bassi, favorendo così l'investimento in molti settori dell'economia, compreso l'immobiliare.
Oltre all'Italia, particolarmente interessanti saranno i mercati delle principali città tedesche, a cominciare da Berlino, Monaco e Francoforte, così come quelli delle città dei Paesi ex Pigs, con l'esclusione della Grecia. Quindi Portogallo, Irlanda e Spagna.
Attesi in positivo sono anche i mercati del Regno Unito e del Giappone, dove il recupero dell'economia è stato più precoce che altrove e dove le banche centrali hanno pompato liquidità nel sistema, favorendo la congiuntura. Permane positivo il sentiment sul mercato statunitense, nonostante il livello generale dei prezzi nelle principali città sia già piuttosto alto.
Le previsioni più fosche arrivano invece da Brasile e Russia, cui si aggiunge il Canada. Il sentiment, peraltro, ha iniziato a deteriorarsi anche per quanto riguarda i Paesi della penisola arabica e dell'estremo oriente, in particolare Cina e Singapore. Fa eccezione l'India, che come capacità di suscitare l'interesse degli investitori internazionali è paragonabile all'Italia. (riproduzione riservata)