Colpo di scena: la Us Court of International Trade sospende temporaneamente i dazi di Donald Trump del Giorno della Liberazione. Non solo sono illegali, ma il presidente statunitense non ha l'autorità di imporli a livello globale.
La Corte ha bloccato i dazi ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act, una legge del 1977. Sono state diverse le aziende e gli Stati americani che hanno fatto causa, ritenendo che gli ordini del presidente violavano il potere conferito al Congresso in tema di dazi. La Corte non ha interpretato l’International Emergency Economic Powers Act «come un atto che conferisce un’autorità illimitata» e ha, quindi, annullato i dazi.
In riposta l’amministrazione Trump ha già detto che presenterà appello contro la decisione della Us Court of International Trade. C’è il rischio di un’escalation legale fino alla Corte Suprema. «Non spetta ai giudici non eletti decidere come affrontare adeguatamente un'emergenza nazionale. Il presidente Trump si è impegnato a mettere l'America al primo posto e l'amministrazione si impegna a utilizzare ogni leva del potere esecutivo per affrontare questa crisi e ripristinare la grandezza dell'America», ha dichiarato un portavoce della Casa Bianca.
Ma i mercati tirano già un sospiro di sollievo. I futures di Wall Street salgono di oltre l'1%, il dollaro rimbalza nei confronti sia dell’euro, che vale 1,1244 (-0,38%), sia dello yen (cross a 145,76, +0,69%). Anche i prezzi del petrolio si rafforzano (futures sul Wti +1,54% a 62,79 dollari al barile e sul Brent +1,35% a 65,19 dollari al barile). Mentre sull’obbligazionario il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,5 % e quello del 30% al 4,99%.
«Da tempo si sostiene che i poteri d'emergenza di cui Trump si è avvalso per attuare le tariffe siano incostituzionali e che il potere di emanare tariffe spetti al Congresso», ha detto a Reuters Kyle Rodda, analista finanziario senior di Capital.com. «Se i mercati dovessero avere la meglio, i tribunali potrebbero ritardare e poi negare queste tariffe, eliminando un rischio enorme e alimentando senza dubbio la propensione al rischio». Potrebbe anche incoraggiare i partner commerciali statunitensi a bloccare i negoziati commerciali in corso con la Casa Bianca, in attesa di vedere come si risolverà il caso. (riproduzione riservata)