Stellantis non ferma la sua corsa in borsa e, dopo il balzo del 7,7% della vigilia, anche nella seduta di giovedì 4 dicembre sale a Piazza Affari. L’azione, che guadagna oltre il 3% (+11% in due giorni) è spinta dalla recente promozione di Ubs, ma soprattutto dall’allentamento delle norme Usa sull’efficienza dei consumi annunciata dall’amministrazione Trump.
È l’intero comparto auto a beneficiare delle nuove prospettive di crescita negli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato l’abolizione degli standard sui consumi di carburante imposti al settore automobilistico. «Mettiamo fine ai ridicoli standard di Biden, che avevano aumentato i prezzi e creato problemi alle case auto», ha dichiarato il tycoon alla Casa Bianca, «e stiamo rilanciando il business dell’auto. Credo diventerà più grande che mai».
La revisione normativa fissa ora un obiettivo di consumo medio di 34,5 miglia per gallone entro il 2031, ben al di sotto delle 50,4 miglia previste dal precedente quadro regolatorio, che aveva già innalzato l’asticella rispetto agli attuali 39,1 mpg. All’incontro alla Casa Bianca erano presenti l’amministratore delegato di Ford, Jim Farley, la ceo di Gm, Mary Barra, e anche l’ad di Stellantis, Antonio Filosa, che ha accolto favorevolmente la decisione di Trump, sottolineando che si tratta di un «riallineamento con il mercato nel mondo reale».
A muovere il titolo è anche il recente cambio di raccomandazione di Ubs, con la banca che ha alzato il giudizio su Stellantis da neutral a buy, citando un miglioramento dello scenario competitivo negli Stati Uniti e i primi segnali di inversione di tendenza.
Secondo Ubs, il 2026 dovrebbe rappresentare «l’anno del ritorno» di Stellantis in Nord America. La banca svizzera stima infatti una combinazione favorevole fatta di recupero della quota di mercato, miglioramento del mix di prodotto grazie a standard sulle emissioni più permissivi e tagli dei costi, elementi che insieme potrebbero generare un impatto positivo di circa 3 miliardi di euro sul risultato operativo rettificato.
Alla luce di questo scenario, Ubs ha rivisto al rialzo la stima di utile operativo 2026, portandola a 5,4 miliardi di euro rispetto ai precedenti 4,2 miliardi. Pur restando sotto le previsioni del sell-side, Ubs sottolinea che «un turnaround di successo non è ancora un’ipotesi condivisa dal buy-side», fattore che a suo giudizio aumenta l’attrattività del titolo a questi livelli.
In scia a queste valutazioni Ubs ha alzato anche il target price su Stellantis, da 8,30 a 12 euro, rafforzando il sentiment positivo sul titolo. (riproduzione riservata)