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La fabbrica di Brampton in Canada
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Stellantis, rottura totale con il Canada che notifica la violazione degli accordi dopo lo spostamento di Jeep negli Usa

05 dicembre 2025, 09:30 Ultimo aggiornamento: 09:37

Ottawa accusa la casa automobilistica di inadempienza dopo il trasferimento della Compass negli Usa. A rischio i 3.000 posti di Brampton e i maxi-incentivi legati alla gigafactory in Ontario

Lo scontro tra il governo canadese e Stellantis sale ancora di livello. Ottawa ha notificato al gruppo automobilistico un «notice of default», accusandolo di aver violato i contratti di finanziamento pubblico dopo la decisione di spostare la produzione della Jeep Compass dallo stabilimento di Brampton (Ontario) all’Illinois. La mossa arriva dopo mesi di tensioni e potrebbe aprire a una fase di contenzioso.

A confermarlo è stata la ministra dell’Industria Mélanie Joly, intervenuta davanti a due comitati parlamentari. «Stiamo formalmente notificando a Stellantis l’inadempienza ai contratti», ha dichiarato Joly, ricordando che il governo «non permetterà che migliaia di posti di lavoro vengano messi a rischio» e che «difendere questa industria significa difendere l’ossatura economica del Canada».

Gli aiuti pubblici e la scelta di spostare la produzione

Il gruppo oggi guidato da Antonio Filosa negli ultimi anni ha ricevuto oltre 500 milioni di dollari canadesi (circa 358 milioni di dollari statunitensi) a sostegno degli investimenti negli impianti di Brampton e Windsor. A questi si aggiungono più di 530 milioni concessi a NextStar Energy, la joint venture con LG per la gigafactory di batterie in Ontario.

L’annuncio di ottobre - la cancellazione dell’assemblaggio della Compass in Canada e il trasferimento negli Stati Uniti - ha però scatenato lo scontro. La decisione, spiegò Stellantis, rientrava in un piano d’investimenti da 13 miliardi in quattro anni negli Usa, anche per mitigare i costi tariffari.

Il trasferimento ha lasciato circa 3 mila addetti di Brampton in cassa e ha sollevato dubbi sulla reale tenuta dell’accordo che prevedeva, secondo Ottawa, precisi «job guarantees».

Stellantis: nessuna violazione, lo stabilimento non è chiuso

La risposta del gruppo è stata affidata a Teresa Piruzza, direttrice degli affari pubblici di Fca Canada, convocata al Parlamento. «Non concordiamo con il governo: non siamo in violazione del contratto», ha ribadito, sostenendo che Brampton non è stato chiuso ma «messo in pausa operativa», in attesa di definire un nuovo piano produttivo, che al momento non c’è.

Piruzza ha anche sottolineato gli investimenti in corso a Windsor, dove Stellantis ha ripristinato il terzo turno: un’operazione che comporterà l’assunzione di 1.400-1.500 lavoratori, con avvio delle attività previsto all’inizio del 2026.

Sullo sfondo c’è la disputa sulle clausole contrattuali: alcune parti degli accordi firmati nel 2022 sono state rese pubbliche solo censurate in larga parte. Il governo sostiene che le parti cancellate siano richieste dall’azienda, Stellantis ribatte che è stata Ottawa a volerle. Una contraddizione che il Parlamento punta ora a chiarire.

In gioco la gigafactory e il ruolo strategico del Canada

Secondo la ministra Joly, le clausole più delicate collegano direttamente gli incentivi alla gigafactory di Windsor al mantenimento della capacità produttiva a Brampton. «Gli investimenti sul battery plant sono fondamentali, ma sono legati all’impianto di Brampton», ha detto, spiegando come la verifica dei contratti sia stata avviata già a metà ottobre, quando la crisi è esplosa.

In questa fase storica, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, Canada e Stati Uniti si contendono gli investimenti sull’automotive, in un quadro geopolitico e tariffario complesso. La partita riguarda non solo i 3 mila lavoratori di Brampton, ma l’intera strategia industriale canadese sull’elettrico, fortemente intrecciata con Stellantis.

E ora il contenzioso tra Ottawa e il gruppo di Filosa potrebbe ora avere ricadute sui futuri investimenti e sulla collaborazione tra governo e costruttore, a pochi mesi dal nuovo piano industriale che la società ha intenzione di presentare al mercato. (riproduzione riservata)



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