Stellantis rilancia la sfida sul terreno delle vendite di auto elettriche in Europa e sfida il colosso cinese Byd. Lo riporta Bloomberg evidenziando che il gruppo guidato da Antonio Filosa sostiene che il suo partner cinese Leapmotor sta crescendo molto rapidamente nel mercato tedesco, il più importante del continente per i veicoli a batteria.
Secondo i responsabili del gruppo presieduto da John Elkann, l’integrazione dei modelli Leapmotor nella rete distributiva di Stellantis sta accelerato le vendite e ampliando l’offerta elettrica disponibile presso i concessionari.
Florian Huettl, numero uno di Stellantis in Germania e a capo anche di Opel, ha spiegato durante il summit Automobilwoche che si è tenuto a Berlino che il gruppo è riuscito a «stabilire Leapmotor in Germania in tempo record». Huettl ha spiegato che la società ha integrato i modelli Leapmotor nella propria rete di concessionari, mettendo a disposizione infrastrutture e servizi - garanzie, servizi finanziari e altro - che hanno dato al marchio cinese accesso immediato al mercato.
Nei mesi scorsi Stellantis ha introdotto presso le proprie concessionarie modelli come la city car elettrica T03, contribuendo al boom delle spedizioni di Leapmotor nella regione. Huettl ha aggiunto che in Germania circa 120 dealer offrono oggi modelli Leapmotor, a fronte di oltre mille concessionari dove sono presenti i marchi Stellantis.
Le dichiarazioni di Stellantis hanno ovviamente il sapore di un affondo diretto verso Byd: il produttore cinese, già leader nelle vendite di Ev in Europa, aveva reagito a settembre a commenti del ceo di Stellantis Antonio Filosa con un comunicato per correggere alcune affermazioni sui successi di Leapmotor.
I dati ufficiali della Kba, l’autorità tedesca per i trasporti, indicano infatti che Byd rimane nettamente avanti a Leapmotor sui volumi complessivi in Germania e sulle vendite di Ev accumulate fino a ottobre.
La collaborazione tra Stellantis e Leapmotor risale a circa due anni fa: l’accordo, siglato dall’allora ceo Carlos Tavares, prevedeva sia l’accesso reciproco al mercato cinese sia il progetto di commercializzare i veicoli Leapmotor all’estero. Da allora Leapmotor ha avviato vendite in diversi Paesi europei e, stando a Stellantis, le consegne stanno contribuendo anche al rispetto degli obiettivi Ue sulle emissioni medie di Co2 delle flotte.
I costruttori cinesi, nonostante tariffe d’importazione e una prima difficoltà nel costruire una rete di assistenza e vendita locale, sono in rapida ascesa in Europa grazie a un’offerta di modelli elettrici e ibridi a prezzi competitivi. Questa offensiva ha permesso ai produttori cinesi di superare per la prima volta gruppi sudcoreani e di ritagliarsi quote crescenti in un mercato storicamente dominato da marchi locali o al massimo giapponesi, tra cui soprattutto Toyota.
La competizione tra Stellantis e Byd non si limita, però, ai volumi: il colosso cinese ha reclutato negli ultimi mesi diversi ex dirigenti del gruppo franco-italo-americano - tra cui l’ex capo in Uk Maria Grazia Davino e Alessandro Grosso - e ha nominato Alfredo Altavilla, l’ex braccio destro di Sergio Marchionne ai tempi di Fca, come consigliere speciale per l’Europa, mossa che sottolinea l’aggressività della strategia di penetrazione europea del costruttore cinese.
Davino, ora direttrice regionale per Byd in Europa, ha difeso la strategia del suo gruppo dinnanzi alla platea berlinese: «L’anno scorso in Germania non siamo riusciti a vendere 3 mila unità mentre quest’anno raggiungeremo sei volte tanto, e l’anno prossimo la crescita proseguirà», ha affermato, ribadendo il piano di espansione «step by step» insieme alla rete dei concessionari.
Per Stellantis, la partnership con Leapmotor rappresenta un’arma per rafforzare l’offerta elettrica e accelerare la transizione verso flotte meno inquinanti; per Byd invece la missione è quella di consolidare una posizione già di primo piano. La contesa - commerciale, strategica e di talenti - promette di rimanere uno degli snodi più caldi del mercato Ev europeo nei prossimi trimestri.
In tutto questo però il possibile ingresso del colosso statale cinese Faw in Leapmotor, come raccontato da questo giornale, rischia di sconvolgere gli equilibri costruiti da Stellantis. Pechino - secondo insistenti indiscrezioni - starebbe preparando un aumento di capitale che darebbe al gruppo statale una quota rilevante, forse persino di maggioranza.
Un cambio di peso nella governance che metterebbe in ombra il 21% di Stellantis e potrebbe ridimensionarne l’influenza su strategia, prodotti e sulla joint venture internazionale. Per Filosa, che conta su Leapmotor come pilastro del nuovo piano industriale, l’arrivo di Faw significherebbe perdere un asset chiave proprio mentre Stellantis punta a rafforzare la sua presenza globale nell’elettrico. (riproduzione riservata)