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Stellantis, ombre sulla produzione francese al 2028: dopo il +17% del 2025 è atteso un calo. Occasione per l’Italia?

01 dicembre 2025, 09:40 Ultimo aggiornamento: 09:49

La produzione francese scenderà a meno di 590 mila veicoli entro il 2028 (-11%). L’Italia, oggi a metà dei volumi, potrebbe recuperare terreno con Mirafiori e le nuove allocazioni a Melfi

La risalita della produzione Stellantis in Francia nel 2025 - il rimbalzo del 17% a 661 mila vetture raccontato la settimana scorsa da questo giornale - rischia di essere solo una parentesi.

Secondo le stime dei sindacati francesi, basate sulle presentazioni interne del gruppo e citate dal Financial Times, i cinque stabilimenti transalpini si preparano a una nuova fase discendente: tra il 2025 e il 2028 l’output dovrebbe scendere dell’11%, fermandosi sotto le 590 mila unità, con un rallentamento più forte rispetto a quello dell’intero mercato europeo, e che riaccende le preoccupazioni del governo francese e dei lavoratori.

Il quadro francese: dal rimbalzo al rischio di nuova frenata

Nel 2025 Stellantis in Francia chiuderà l’anno con una produzione più che doppia rispetto all’Italia - 661 mila veicoli contro poco più di 300 mila - grazie soprattutto al pieno regime di Sochaux con i nuovi Suv Peugeot 3008 e 5008. Ma il nuovo scenario presentato da Stellantis ai sindacati cambia la prospettiva di medio termine.

Tutti i cinque impianti - Sochaux, Poissy, Rennes, Hordain e Mulhouse - vedranno una riduzione dei volumi nei prossimi tre anni. Il caso più critico è quello di Poissy, storico sito alle porte di Parigi: i modelli in produzione sono a fine ciclo e senza nuove allocazioni il volume scenderà dai 90 mila veicoli del 2025 a circa 55 mila nel 2028. Stellantis ha annunciato un investimento da 20 milioni nel riciclo e nella lavorazione dei metalli (200 posti), ma per i sindacati quello «non è un progetto automobilistico e il rischio sui posti resta».

La frenata europea pesa su Stellantis più che sugli altri

Un report McKinsey per Clepa conferma la debolezza strutturale del mercato europeo: tra il 2024 e il 2028 la produzione continentale di veicoli leggeri scenderà del 6%, a 8,9 milioni di unità. Una flessione che arriva dopo anni già pesanti: nel 2024 l’Europa produceva il 30% in meno rispetto al 2017.

Stellantis è il gruppo che negli ultimi anni ha registrato il calo più significativo dei volumi in Europa tra i grandi costruttori. L’ad Antonio Filosa, come altri ceo del settore, spinge ora per una revisione del bando ai motori endotermici dal 2035. «C’è l’occasione per conciliare decarbonizzazione, resilienza industriale e prezzi accessibili», ha dichiarato commentando la nuova linea del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che chiede alla Commissione di allentare il divieto e consentire la produzione di ibridi oltre la scadenza.

Stellantis, l’Italia supererà la Francia da qui al 2028?

Se la Francia rallenterà dopo il 2025, l’Italia parte già oggi da un livello minimo storico. Nei primi nove mesi del 2025 gli stabilimenti italiani hanno perso il 31,5% della produzione rispetto al 2024, e l’intero anno si chiuderà con poco più di 300 mila veicoli: meno di un terzo dell’obiettivo (irrealizzato) del milione di unità sostenuto dal governo.

Mirafiori, Melfi e Pomigliano restano ampiamente sotto utilizzati, con circa metà della forza lavoro ancora in ammortizzatori sociali. L’annunciato rilancio degli stabilimenti italiani parte soprattutto da Mirafiori, ma non solo.

Mirafiori riparte con la nuova 500 Hybrid 

Il 25 novembre Stellantis ha presentato a Torino la Fiat 500 Hybrid, il modello che deve segnare la rinascita del polo torinese. Le linee sono già attive: 6 mila vetture saranno prodotte entro fine 2025 (mille in più del previsto) e nel corso del 2026 lo stabilimento potrà arrivare a 100 mila unità l’anno. Previsto anche l’avvio del secondo turno e l’ingresso di 400 giovani in formazione.

È la prima grande vera novità industriale italiana, ma da sola non basterà a chiudere il gap con la Francia. La partita dipenderà molto dal rispetto del cosiddetto Piano Italia, che per esempio prevede la produzione fino a sette modelli tra elettrici e ibridi a Melfi con la piattaforma Stla Large.

Il nodo europeo della nuova strategia di Filosa

Le difficoltà francesi e il crollo italiano raccontano la stessa cosa: l’Europa è oggi il mercato più debole per Stellantis, schiacciato tra calo della domanda di auto elettriche, incertezze regolatorie e pressioni competitive su prezzi e margini. Da qui la pressione crescente - guidata soprattutto da Berlino, oltre che da Roma -per un ammorbidimento del bando 2035, che Filosa vede come condizione necessaria per difendere occupazione e capacità produttiva nel continente.

Il nuovo piano industriale del ceo, atteso entro la metà del 2026, sarà determinante per capire se gli stabilimenti italiani e francesi potranno tornare a crescere o se i numeri in calo previsti per la Francia sono il preludio a nuove riduzioni di capacità anche altrove, Italia compresa. (riproduzione riservata)



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