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Antonio Filosa, Stellantis
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Stellantis, Morningstar DBRS declassa il rating a BBB e conferma l’outlook negativo. Ecco perché arriva il downgrade

23 gennaio 2026, 17:50 Ultimo aggiornamento: 18:27

L’agenzia riduce il merito di credito di Stellantis: la redditività del 2023 è ormai un lontano ricordo e, nonostante i segnali di recupero, i rischi sono ancora molti

Morningstar DBRS ha declassato il merito di credito di Stellantis: il rating dell’emittente e il debito senior unsecured scendono a BBB dal precedente BBB (high), con trend negativo confermato. Il downgrade, spiega l’agenzia nella nota con cui rivede al ribasso il giudizio sul gruppo guidato da Antonio Filosa, riflette le difficoltà persistenti nei principali mercati del gruppo, Nord America ed Europa, che negli ultimi due anni hanno inciso su ricavi e redditività.

La redditività del 2023 è ormai un lontano ricordo

Secondo Morningstar DBRS, pur prevedendo una crescita dei ricavi tra il 2% e il 4% nel periodo 2026-2028, la redditività resterà ben al di sotto dei livelli del 2023 (margini industriali allora attorno al 16%). L’agenzia stima per il 2025 un margine ebitda industriale vicino al 5% e una leva lorda intorno a 3 volte, in un contesto reso più complesso da ritardi nei lanci di prodotto, costi di garanzia più elevati per temi di qualità e da fattori strutturali come la competizione più intensa e i margini inferiori dei modelli elettrici. A pesare anche i dazi Usa, che sono un elemento che va a comprimere le marginalità.

Competizione e pressione sui prezzi

Il quadro competitivo in Europa e negli Stati Uniti si è fatto più aggressivo, secondo l’agenzia: accelerazione dell’innovazione (powertrain, efficienze, software), penetrazione dei veicoli elettrici e perdita di quote a favore dei leader del segmento, tra cui Tesla, mentre la debolezza del potere d’acquisto delle famiglie limita il trasferimento dei costi sui listini. In Europa, le immatricolazioni dell’intero mercato restano circa 3 milioni sotto i livelli del 2019.

Segnali di ripresa, ma rischi sbilanciati al ribasso

L’agenzia riconosce alcuni segnali positivi: nel terzo trimestre 2025 le vendite globali sono cresciute del 13% su base annua, grazie alla normalizzazione delle scorte e ai nuovi lanci, con un contributo rilevante dal Nord America. Scorte tornate su livelli «sani» (circa 60-65 giorni) dovrebbero sostenere le vendite dei nuovi modelli nei prossimi 12-18 mesi; in Europa le spedizioni sono salite dell’8%, trainate dal rimbalzo del segmento B. Ma per Morningstar DBRS i rischi restano, dati i cambiamenti strutturali dell’industria.

Quali prospettive e cosa potrebbe cambiare il giudizio

Nel medio termine l’agenzia prevede un graduale recupero: margini ebitda verso il 9% entro il 2027 (dal 2,4% degli ultimi dodici mesi a giugno 2025), ricavi industriali intorno a 160 miliardi di euro e leva lorda in area 2x nel 2026-27, sostenuta da una liquidità elevata (cassa tra 20 e 25 miliardi). Resta però l’incognita di un free cash flow industriale negativo fino al 2028, elemento che giustifica il mantenimento dell’outlook negativo.

L’outlook su Stellantis tornerebbe stabile se i nuovi lanci guadagnassero davvero mercato, arrestando l’erosione delle quote e riportando i margini su una traiettoria positiva. Al contrario, un’ulteriore azione negativa scatterebbe se la redditività restasse molto debole, con margini incapaci di superare il 7% nei prossimi 12 mesi.

Il punto sui rating delle agenzie su Stellantis

Il quadro dei rating su Stellantis si è progressivamente deteriorato nell’ultimo anno. Dopo Fitch Ratings, che nell’estate 2025 ha ritirato il rating sul gruppo, S&P Global Ratings ha mantenuto il giudizio BBB/A-2 ma ha tagliato l’outlook a negativo, segnalando i rischi legati al crollo della redditività, ai dazi Usa e all’incertezza sui nuovi lanci. Moody’s Ratings assegna invece un Baa2 con outlook stabile, dopo il downgrade di maggio 2025, riconoscendo la solidità patrimoniale ma restando cauta sulle prospettive operative.

Con questo downgrade da parte di Morningstar DBRS tutte le principali agenzie si allineano su un messaggio chiaro: debito e liquidità restano sotto controllo, ma il vero nodo per Stellantis è il recupero strutturale dei margini in Nord America ed Europa, senza il quale il rischio di ulteriori pressioni sul merito di credito rimane elevato. (riproduzione riservata)



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