Nuovo rinvio per il rilancio dello stabilimento americano di Stellantis a Belvidere, in Illinois. La riapertura dell’impianto, fermo dal 2023, dovrebbe slittare fino a giugno 2028, con un ritardo di circa sette mesi rispetto alle ultime indicazioni ufficiali. A renderlo noto è Matt Frantzen, presidente del sindacato Uaw Local 1268, in una comunicazione inviata ai lavoratori del sito ex Chrysler.
Secondo quanto riferito da Frantzen dopo un confronto con il vicepresidente Uaw Rich Boyer, Stellantis ha confermato l’esistenza di un rinvio, mentre documenti interni in possesso del sindacato indicano come nuova data di avvio della produzione proprio il 2028. In base allo scenario attuale, le attività di riconversione dell’impianto («retooling») potrebbero partire tra giugno 2026, nel caso di un piano biennale, e gennaio 2027, qualora la durata fosse limitata a 18 mesi.
Boyer, ha spiegato Frantzen, sta lavorando a una proposta da sottoporre al gruppo automobilistico per consentire almeno un rientro anticipato delle maestranze tecniche nello stabilimento, così da avviare i lavori preparatori che saranno comunque necessari nella fase di ristrutturazione.
Il progetto di rilancio di Belvidere prevede investimenti per oltre 600 milioni di dollari e l’espansione della produzione dei modelli Jeep Compass e Jeep Cherokee destinati al mercato statunitense. L’iniziativa, che nelle stime iniziali avrebbe dovuto prendere il via nel 2027, è associata alla creazione di circa 3 mila nuovi posti di lavoro.
Il percorso verso la riapertura si sta però rivelando complesso. Tornando indietro, nel 2024 Stellantis aveva annunciato un piano molto più ampio da 5 miliardi di dollari, che includeva la produzione di un nuovo pickup di medie dimensioni, una fabbrica di batterie adiacente e un centro logistico Mopar, sostenuto anche da 334,8 milioni di dollari di fondi federali per la transizione all’elettrico.
Ma poi il rallentamento della domanda di veicoli elettrici e il venir meno degli incentivi fiscali Usa avevano spinto il gruppo a rivedere tempistiche e contenuti del progetto. Nel frattempo il ceo Carlos Tavares si è dimesso e ora al suo posto c’è Antonio Filosa.
In una lettera inviata ai lavoratori nel marzo 2025, Frantzen aveva già segnalato che la fabbrica di batterie e il Mopar Mega Hub, previsti dal contratto sindacale originario, non rientravano più nel nuovo piano industriale. E così si arriva allo scorso ottobre e all’annuncio del ceo Filosa del maxi-piano di investimenti da 13 miliardi di dollari per far tornare Stellantis a crescere negli Stati Uniti.
L’obiettivo del piano è aumentare la produzione del 50% negli Usa con il lancio di cinque nuovi veicoli e 19 azioni di prodotto nei prossimi quattro anni, creando oltre 5 mila nuovi posti di lavoro negli stabilimenti in Illinois, Ohio, Michigan e Indiana. Di questi 13 miliardi, 600 milioni servono appunto per riaprire Belvidere, ma la ripartenza dell’impianto arriverà in ritardo rispetto a quanto annunciato a ottobre, quando Stellantis aveva parlato di «avvio della produzione iniziale previsto per il 2027». (riproduzione riservata)