Il 2026 sarà per Stellantis l’anno decisivo per passare dalle parole ai fatti. Lo ha detto l’amministratore delegato Antonio Filosa parlando al Detroit Auto Show davanti a una comunità finanziaria che attende entro il primo semestre segnali concreti di svolta dopo anni difficili, soprattutto sul mercato nordamericano.
«La strategia che abbiamo davanti è solida e può riportarci alla crescita, se eseguita bene. Per questo credo che il 2026 sia l’anno dell’execution», ha spiegato il manager, nominato ceo lo scorso maggio e impegnato da mesi in un piano di rilancio del gruppo nato cinque anni fa dalla fusione tra Fiat Chrysler e Psa. Il ceo non ha escluso novità e anche possibili ridimensionamenti per alcuni brand.
Filosa ha chiarito che il percorso avviato rappresenta solo il «primo passo» di una trasformazione più ampia. Nel breve termine, le priorità sono chiare: rafforzare la presenza negli Stati Uniti puntando sui marchi più redditizi, Jeep e Ram, e correggere alcune scelte del passato, in particolare l’enfasi quasi esclusiva sull’elettrico voluta dall’ex ceo Carlos Tavares.
Il gruppo, ha sottolineato Filosa, non intende rinnegare la transizione tecnologica, ma adottare un approccio più pragmatico e aderente alla domanda reale dei clienti e alle condizioni di mercato.
Uno dei pilastri del nuovo corso è il tema dell’accessibilità dei prezzi, diventato cruciale negli Usa con listini medi ormai attorno ai 50 mila dollari. Stellantis sta lavorando a un reset dei prezzi e a una gamma più ampia di modelli compatti e meno costosi. «Una parte della risposta è nel valore dell’offerta e nella competitività dei prezzi, l’altra è nel prodotto», ha spiegato Filosa, ricordando i recenti tagli di prezzo su Jeep e il riallineamento delle versioni. Tra le novità attese c’è il nuovo pick-up midsize Ram previsto nel 2026, mentre il gruppo «valuterà» l’introduzione di ulteriori modelli sotto la soglia dei 30 mila dollari.
Il progetto di una Jeep elettrica da 25 mila dollari, ipotizzato in passato da Tavares, sembra invece destinato a non concretizzarsi in quella forma, anche se restano aperte soluzioni con altre motorizzazioni.
Filosa non ha escluso la possibilità di riorientare o ridurre a livello regionale negli Usa il vasto portafoglio di marchi dell’azienda, che comprende anche i marchi italiani Fiat e Alfa Romeo, che non hanno avuto buoni risultati a livello nazionale, riporta Cnbc. Pur ribadendo la volontà di «restare uniti», il ceo ha ammesso che il tema di un eventuale rifocalizzarsi per aree geografiche resta sul tavolo. L’ex ceo Tavares decise di iniziare a vendere la Fiat 500 elettrica di Mirafiori negli Usa, ma i risultati sono stati molto deludenti: gli ultimi dati ufficiali erano di sole 439 immatricolazioni fino a ottobre 2024, rispetto a obiettivi dichiarati di 10 mila vendite annue. E indiscrezioni parlano di vendite sotto le 1000 unità nel 2025, confermando l’assenza di interesse da parte del mercato a causa di fattori come il prezzo elevato per un modello elettrico, con un inventario rimasto molto superiore alla domanda.
Sono i dati a spiegare la pressione sul management: le vendite globali di Stellantis sono scese del 12,3% tra il 2021 e il 2024, da 6,5 a 5,7 milioni di veicoli, con un crollo di circa il 27% negli Stati Uniti. Nello stesso periodo, la quota di mercato Usa è scivolata dall’11,6% all’8%, facendo arretrare il gruppo dal quarto al sesto posto.
Per convincere Wall Street, Filosa prepara ora il prossimo passaggio chiave: un capital markets day atteso nella prima metà dell’anno, preceduto già nei prossimi giorni da un incontro con oltre 200 top manager del gruppo. Cultura aziendale, focus sul cliente ed esecuzione operativa sono i tre capisaldi indicati dal ceo.
Sul tavolo anche il maxi piano di investimenti da 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti, destinato a produzione, ricerca, software e guida autonoma. «Abbiamo imparato dagli errori e stiamo ricostruendo relazioni con sindacati, concessionari e fornitori», ha concluso Filosa, consapevole che il 2026, per Stellantis, sarà il banco di prova. (riproduzione riservata)