La frattura tra Stellantis e Symbio si trasforma in un caso industriale e politico in Francia. A pochi mesi dalla decisione del gruppo guidato da Antonio Filosa di interrompere definitivamente lo sviluppo dei veicoli a idrogeno dal 2026, i 530 dipendenti della società francese - partecipata da Stellantis, Michelin e Forvia con il 33% a testa - sono scesi in piazza per denunciare la «lenta agonia» dell’azienda e il rischio concreto di una procedura di liquidazione.
Circa 400 lavoratori hanno incrociato le braccia davanti allo stabilimento di Saint-Fons, vicino a Lione, mentre una delegazione si è spostata al salone Solutrans per protestare direttamente davanti allo stand Stellantis. La mobilitazione coincide con la scadenza della procedura di conciliazione in corso davanti al tribunale di commercio di Lione tra i tre azionisti, prevista per giovedì 20 novembre.
Il ritiro del gruppo automobilistico dall’idrogeno, annunciato a luglio come conseguenza di prospettive economiche insufficienti, ha aperto un vuoto immediato nel portafoglio ordini di Symbio: Stellantis rappresentava infatti circa l’80% della domanda prevista per la gigafactory SymphonHy, inaugurata nel dicembre 2023 con l’obiettivo di produrre fino a 50 mila sistemi a celle a combustibile l’anno dal 2026 e 100 mila entro il 2030.
Un progetto sostenuto da quasi 1 miliardo di euro di investimenti, di cui 600 milioni di fondi pubblici tra Stato francese, Regione e Unione europea, e che avrebbe dovuto fare di Auvergne-Rhône-Alpes un polo europeo dell’idrogeno.
Il problema, denunciano i sindacati, è che da luglio «la situazione non è più evoluta», mentre la cassa dell’azienda è sotto forte pressione. Michelin e Forvia hanno definito la scelta di Stellantis una «retromarcia inattesa» con conseguenze «irreversibili».
I dipendenti di Symbio accusano il gruppo automobilistico di aver abbandonato il progetto senza fornire adeguate contropartite, pur restando azionista al 33,3%. I lavoratori chiedono che Stellantis «onori i suoi impegni finanziari» e metta sul tavolo misure per salvaguardare l’occupazione, definendo «drammatico» il rischio di una «disgregazione sociale di vaste proporzioni».
L’appello dei lavoratori arriva mentre il tribunale deve decidere se la conciliazione abbia prodotto un accordo o se si aprirà un contenzioso con ricadute potenzialmente pesanti per il costruttore.
La crisi Symbio va letto all’interno del generale raffreddamento dell’entusiasmo europeo per l’idrogeno. Secondo gli esperti, la tecnologia resta promettente per camion, bus e applicazioni industriali ad alta intensità energetica, ma non per l’auto privata, penalizzata da costi elevati, scarsa rete di rifornimento e complessità di stoccaggio. (riproduzione riservata)