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John Elkann e Antonio Filosa, Stellantis
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Stellantis, parla John Elkann: ecco perché il maxi-investimento in Usa farà bene anche all’Italia. Filosa incontra i sindacati

20 ottobre 2025, 08:00 Ultimo aggiornamento: 18:29

Il presidente di Stellantis intervistato da Class Cnbc al Gala per il 50° anniversario della National Italian American Foundation. Il ceo del gruppo Antonio Filosa atteso a Mirafiori per incontrare i sindacati e confrontarsi sul futuro degli stabilimenti italiani in difficoltà | La Fiom attacca Stellantis: 13 miliardi di investimenti negli Usa, ma in Italia è tutto fermo

«Le opportunità per Stellantis negli Stati Uniti sono grandi, e se siamo forti lì, lo saremo anche in Italia». Sono le parole pronunciate da John Elkann, presidente del gruppo dell’auto, a Class Cnbc nel corso del Gala per il 50° anniversario della National Italian American Foundation che si è tenuto nel fine settimana a Washington.

Il riferimento è al maxi piano d’investimenti da 13 miliardi di dollari annunciato per potenziare la produzione negli Stati Uniti, il più importante nella storia del gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa. Un piano che ha attirato le critiche del Canada, preoccupato per lo spostamento di produzioni dal suo Paese agli Usa, ma che ha fatto storcere il naso anche in Italia. 

Elkann difende il maxi-investimento in Usa

«Abbiamo deciso di investire perché vediamo grandi prospettive in America e se Stellantis sta bene, è una buona notizia anche per l’Italia», ha cercato di rassicurare Elkann, provando a mandare un messaggio positivo in un momento delicato per l’industria automobilistica italiana, alla vigilia di un passaggio chiave per i rapporti tra l’azienda e le organizzazioni sindacali.

Filosa incontra i sindacati a Mirafiori

Oggi, lunedì 20 ottobre, alle 16.30, l’amministratore delegato Antonio Filosa incontrerà per la prima volta i sindacati italiani al Centro Stile di Mirafiori. Sul tavolo ci sarà la difficile situazione della produzione nazionale, dopo i dati diffusi dalla Fim-Cisl che parlano di un crollo del 31,5% dei volumi nei primi nove mesi del 2025: appena 265.490 veicoli prodotti, con circa la metà dei lavoratori ancora sotto ammortizzatori sociali.

Per l’intero anno, le stime indicano poco più di 300 mila vetture prodotte in Italia, numeri lontani dagli standard pre-fusione e che sollevano nuovamente forti preoccupazioni sul futuro industriale dei siti italiani.

Mirafiori attende il rilancio con la 500 ibrida

A Torino lo stabilimento di Mirafiori si prepara a inaugurare, già il mese prossimo, la produzione della nuova 500 ibrida, che affiancherà la versione elettrica già in linea. L’obiettivo è assemblare le prima 5 mila unità entro fine 2025 e arrivare a 100 mila all’anno dal 2026.

I sindacati però, pur riconoscendo il passo avanti, chiedono da tempo l’assegnazione di un secondo modello per garantire la piena occupazione e un rilancio stabile della storica fabbrica torinese.

Melfi e Cassino restano i veri i nodi

Situazioni ancora più complesse si registrano negli altri impianti italiani. Pomigliano resta operativa grazie alla produzione della Fiat Pandina, ma anche qui la domanda ha iniziato a mostrare i primi segnali di rallentamento, e lo stabilimento è in attesa, dal 2028, della nuova piattaforma Small.

Melfi si trova nel pieno della conversione alla piattaforma Stla Medium, ma i volumi restano bassi: la DS8 elettrica è già in produzione, mentre la Jeep Compass full electric e ibrida dovrebbe arrivare tra fine ottobre e novembre 2025, seguita poi da DS7 e Lancia Gamma nel 2026.

Cassino invece vive una fase di quasi stallo. La transizione alla piattaforma Stla Large è ancora ferma, complice la decisione di affiancare alle versioni elettriche dei nuovi modelli Alfa Romeo anche varianti ibride, con conseguente slittamento dei lanci al 2027.

Maserati e Termoli, altri due dossier caldi

Filosa dovrà inoltre affrontare le preoccupazioni legate a Maserati, marchio di lusso del gruppo in evidente difficoltà, ora affidato a Jean Philippe Imparato come nuovo ceo.

Altro nodo irrisolto è quello di Termoli, dove doveva sorgere una gigafactory per batterie della joint venture Automotive Cells Company (Acc). Il progetto appare ormai naufragato, anche se Stellantis e il partner non hanno ancora comunicato ufficialmente l’abbandono dell’idea di fare di Termoli una fabbrica di batteri per auto elettriche. (riproduzione riservata)



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