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Stellantis chiude il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro: niente dividendo

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Stellantis chiude il 2025 con 22,3 miliardi di perdita dopo il profit warning e il maxi reset sull’elettrico | IL VIDEO

26 febbraio 2026, 08:05 Ultimo aggiornamento: 15:14

Maxi perdita nel 2025 per Stellantis: pesano oneri straordinari per 25,4 miliardi complessivi. Ricavi in calo del 2% a 153,5 miliardi ma le consegne di auto fanno +1% con la ripresa nel secondo semestre. Nord America ed Europa in rosso

Dopo il recente profit warning di inizio febbraio, Stellantis archivia il 2025 con ricavi in calo del 2% a 153,5 miliardi di euro e una perdita netta, la prima nella storia del gruppo, di 22,3 miliardi, zavorrata da 25,4 miliardi di oneri straordinari complessivi legati al cambio di strategia (22,2 miliardi nel secondo semestre e quasi 3,3 miliardi nel primo). Il flusso di cassa industriale è negativo per 4,5 miliardi. La guidance 2026 comunicata lo scorso 6 febbraio in occasione del profit warning rimane confermata mentre, come già annunciato, non ci sarà alcun dividendo quest’anno.

Numeri 2025 in linea con le attese dopo il profit warning

Dopo il profit warning del 6 febbraio, il mercato si attendeva un esercizio pesantemente condizionato dalle svalutazioni. E così è, anche se però sul calo dei ricavi a 153,5 miliardi incide in negativo per circa 5,9 miliardi l’euro forte, che lo scorso anno si è rivalutato soprattutto su dollaro, lira turca e real brasiliano. Al di là di questo, la perdita operativa rettificata è pari a 842 milioni, con un margine adjusted negativo dello 0,5%.

Il flusso di cassa industriale (Industrial Fcf) è negativo per 4,5 miliardi, dato sostanzialmente in linea con le indicazioni preliminari e con le attese di Mediobanca, che stimava per il secondo semestre un free cash flow negativo nell’intorno di 1,5 miliardi.

Gli oneri straordinari includono svalutazioni di piattaforme (6,6 miliardi), costi per riallineamento del piano prodotti e cancellazione di programmi (oltre 9 miliardi), razionalizzazione delle batterie, stop al programma fuel cell e revisione delle stime sulle garanzie.

Secondo semestre dell’anno in miglioramento

Nel secondo semestre 2025 i ricavi sono saliti del 10% a 79,2 miliardi, con spedizioni in aumento dell’11% a 2,8 milioni di unità. L’industrial free cash flow è stato negativo per 1,5 miliardi, in miglioramento del 73% rispetto al secondo semestre 2024 e circa dimezzato rispetto alla prima metà dell’anno.

Il management guidato da Antonio Filosa sottolinea i primi segnali di ripresa operativa, con miglioramenti nella qualità e nella gestione delle scorte, soprattutto in Nord America.

Le consegne di auto aumentano dell’11% a 2,8 milioni nel semestre

In tutto questo Stellantis nel 2025 ha venduto ha venduto più auto dell’anno prima (+1% a quota 5,48 milioni) con un forte recupero nel secondo semestre: da luglio a dicembre il gruppo ha consegnato nel mondo 2,8 milioni di veicoli, con un incremento di 277 mila veicoli, pari a +11% rispetto all'anno precedente. Tutte le regioni hanno registrato un aumento dei volumi.

Il Nord America ha contribuito maggiormente, in crescita di 231 mila unità, con un aumento del +39% rispetto all'anno precedente, che riflette i benefici di una dinamica normalizzata delle scorte, rispetto all'iniziativa di riduzione delle scorte dell'anno precedente, insieme a un maggiore slancio commerciale nella regione.

Secondo Stellantis «la rinnovata attenzione alla gestione della qualità sta dando i primi risultati: il numero di problemi segnalati per i veicoli nel primo mese di servizio è diminuito di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% nell'Europa allargata dall'inizio del 2025».

Ma Nord America ed Europa sono in rosso

A livello geografico, il Nord America ha chiuso il 2025 con un risultato operativo adjusted negativo per 1,9 miliardi (margine -3,1%), contro i 2,7 miliardi positivi del 2024, penalizzato da mix sfavorevole, maggiori incentivi e dazi Usa.

Anche l’Europa allargata è scivolata in perdita operativa (-651 milioni), con margine -1,1%, a causa di pressioni sui prezzi, minori volumi e maggiori costi industriali. Restano positive, pur in flessione, le aree Sud America e Medio Oriente & Africa.

La crisi (per ora) senza fine di Maserati

Per quanto riguarda Maserati, il brand di lusso del gruppo Stellantis già da tempo in crisi, il marchio nel 2025 ha visto calare i ricavi del 30,1% a 726 milioni, ma l’adjusted operating income è migliorato a un dato negativo per 198 milioni, dai -260 milioni del 2024, anche se le consegne sono ulteriormente calate del 30% a 7.900 unità, da 11.300 unità.

La società ha segnalato una riduzione dei costi di ricerca e sviluppo e di quelli di ammortamento delle attività precedentemente svalutate, ma anche un calo dei volumi dovuto alla riduzione del portafoglio prodotti, ai dazi negli Usa sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump e alla minore domanda di prodotti di lusso in Cina.

Dividendo sospeso e guidance 2026 confermata

Per preservare la solidità finanziaria - con liquidità industriale disponibile pari a 46 miliardi a fine 2025 - il cda ha autorizzato la sospensione del dividendo 2026 e l’emissione fino a 5 miliardi di bond ibridi, come già comunicato in precedenza.

La guidance 2026, già comunicata con il profit warning, è confermata: crescita dei ricavi mid-single digit, margine operativo adjusted low-single digit e miglioramento del free cash flow industriale anno su anno, pur includendo circa 2 miliardi di esborsi legati agli oneri del secondo semestre 2025. Atteso un free cash flow positivo soltanto a partire dal 2027.

Gli analisti: serve un piano di riduzione costi più ambizioso

«Alla luce delle performance regionali e di un margine di gruppo pari a -1,7% (inclusi alcuni costi straordinari, come garanzie)», Citi ritiene «ambiziosa la propria stima di un margine Aoi positivo al 2,6% nel 2026. Solo gli Stati Uniti presentano un evidente potenziale di miglioramento legato al prodotto, mentre in Europa non si intravedono segnali di ripresa, anche a causa di ulteriori pressioni competitive sui prezzi».

Secondo gli esperti, «non si vede alcun miglioramento in Europa e il margine ebit di gruppo del 6,5% nel secondo semestre 2025 di Renault appare molto più solido in confronto». E quindi «Stellantis necessita di un piano di riduzione costi più ambizioso».

Filosa: nel 2025 pagato il prezzo di aver sovrastimato la transizione

«Il 2025 riflette il costo di aver sovrastimato la velocità della transizione energetica», ha dichiarato l’ad Filosa, sottolineando il ritorno a una strategia centrata sulla libertà di scelta tra elettrico, ibrido e motori termici. Nel 2026 il focus sarà sull’esecuzione e sul ritorno a una crescita profittevole.

Il 2026 è anche l’anno del tanto atteso piano industriale che Filosa presenterà al mercato il prossimo 21 maggio a Detroit: quel giorno si capirà quale forma prenderà davvero e in quale direzione vorrà andare la nuova Stellantis sotto la sua guida.

Il ceo convince il mercato e il titolo balza del 5%

«Nel secondo semestre 2025 siamo tornati alla crescita del fatturato e questo slancio è proseguito all'inizio del 2026», ha spiegato il ceo in call con gli analisti. «A gennaio la nostra quota di mercato negli Stati Uniti è cresciuta su base annua, mentre in Europa la quota è aumentata in modo sequenziale rispetto alla seconda metà del 2025 e sarà così anche a febbraio, e intanto la domanda dei modelli prodotti su piattaforma Smart Car (come Fiat Grande Panda assemblata in Serbia, ndr.) è molto alta: gli ordini sono cresciuti dell’80%. La nostra offensiva globale per migliorare la qualità è partita molto forte: dopo un mese in esercizio, registriamo un miglioramento superiore al 50% in Nord America, oltre il 30% in Europa e del 20% in Sud America rispetto al 2025».

Filosa ha parlato anche di Leapmotor, «una partnership forte dal punto di vista commerciale, grazie alla quale abbiamo aumentato la nostra copertura, ma forte anche dal punto di vista tecnico, perché che ci porta a livelli superiori per quanto riguarda l’elettrificazione». E «questa collaborazione verrà migliorata sul piano tecnologico», ha aggiunto il ceo confermando implicitamente le indiscrezioni che da tempo circolano sulla possibile adozione delle tecnologie di Leapmotor per i modelli elettrici dei brand europei di Stellantis per tagliare i costi dell’elettrificazione di quei marchi.

Il cfo Joao Laranjo ha invece confermato che la maggior parte degli oneri ha pesato sul secondo semestre 2025 e ha aggiunto che Stellantis «non prevede altre poste straordinarie nel 2026 e in ogni caso eventuali spese di ristrutturazione, sarà molto al di sotto dei 3 miliardi di dollari nel 2026». In scia a queste parole, attorno alle 14:30, il titolo Stellantis a Piazza Affari ha iniziato a crescere nella seduta di giovedì 26, guadagnando anche il 5% sopra quota 6,8 euro. Ma dopo il -25% nella sola giornata del 6 febbraio in occasione del profit warning, l’azione scambia ancora a un valore di oltre il 30% più basso rispetto a inizio anno. (riproduzione riservata)



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