Si alza il sipario sul tassello mancante nei recenti giri di soci di Unobravo, la startup di psicologia online guidata dalla ceo e fondatrice Danila De Stefano. Secondo i documenti consultati da MF-Milano Finanza la holding H14, veicolo di investimento di Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, è entrata nel capitale della startup partenopea con un investimento di 4 milioni di euro, che le ha permesso di acquisire il 2,3% del capitale sottoscritto e versato dell’azienda. Confermata invece la valorizzazione di Unobravo, pari a 175 milioni.
Con questo investimento la quota dei figli minori di Silvio Berlusconi è la quinta più grande nell’azionariato della startup. Il socio di maggioranza è la fondatrice De Stefano, che tramite la holding Nilades detiene il 52,5% della società. Seguono i due fondi Insight Luxembourg di Insight Partners al 33,5% e Northzone Growth al 7,6%, e poi il chief operating officer, Gregorio Maria Diodovich, cui fa capo il 3,5% di Unobravo. La parte residua della torta, meno dell’1%, è spartita tra una quindicina di soci minori.
Contestualmente all’aumento di capitale di 4 milioni sottoscritto dalla H14 è stato deliberato un secondo aumento di capitale, da 3 milioni, sottoscritto integralmente dal fondo Northzone: quello stesso veicolo di venture capital che negli stessi giorni ha rilevato la quota di Cdp Venture Capital per 7,72 milioni. Con l’uscita da Unobravo il ramo di venture della Cassa ha realizzato una maxi-plusvalenza, a fronte di un investimento, fatto nel 2020, di appena 150 mila euro.
Per quanto riguarda i fratelli Berlusconi, l’ingresso in Unobravo, annunciato a metà dicembre, conferma il fervente attivismo degli eredi nell’universo delle startup. Da agosto 2023 la holding ha realizzato dapprima un investimento nel pharma tedesco, con la partecipazione a un round da 12 milioni di dollari di Qualyfize, specializzata nell’audit per il settore farmaceutico. Gli eredi del Cavaliere sono poi tornati in Italia, come capofila del round di serie B da 18 milioni di euro nella startup dei viaggi organizzati WeRoad. All’operazione hanno partecipato anche investitori privati tra cui le famiglie Grassi e Rovati. Sempre in autunno è arrivato il lancio di Annapurna: controllato da H14, il veicolo ha varato a pochi giorni dalla nascita un aumento di capitale da 20 milioni, sottoscritto da un parterre illustre di imprenditori e investitori italiani tra cui, solo per citarne alcuni, la Red Circle Investments di Renzo Rosso, la Sfem Italia della famiglia Stevanato, l’ex ministro Vittorio Colao e la Fii, veicolo di Piero Ferrari. (riproduzione riservata)