Non basta il ritorno di una grande operazione di investimento per poter cantare vittoria. Nonostante in Italia il terzo trimestre sia stato caratterizzato dalla ricomparsa dei mega-round con l’operazione da 100 milioni di euro su Bending Spoons, il settore dei finanziamenti a startup continua a procedere col freno a mano tirato. Italian Tech Alliance (Ita), una delle principali associazioni di categoria del venture capital italiano, e Growth Capital hanno presentato ieri la classifica dei maggiori round completati tra luglio e settembre, dalla quale emerge un’evidenza: sotto i creatori dell’app Immuni, partecipati dai Berlusconi, Tip ed Exor (già in aria di unicorno, come svelato da MF-Milano Finanza), c’è un baratro.
La seconda e terza operazione per importo investito, entrambe da 20 milioni, hanno riguardato le startup Arduino (microprocessori) e Leaf Space (satelliti) ed entrambe hanno visto la presenza di Cdp Venture Capital tra i partecipanti al round. Risultato: un terzo degli investimenti totali del terzo trimestre, censiti da Ita in 302 milioni (dai 265 del trimestre precedente), sono arrivati da una singola operazione, peraltro chiusa da una startup che figura già tra i leader mondiali nel suo settore.
Guardando al confronto tra i primi nove mesi del 2023 e del 2022, Italian Tech Alliance ha calcolato investimenti complessivi in calo da 1,7 miliardi a 772 milioni (-53%). Nello stesso lasso di tempo l’Osservatorio Vem di Liuc Business School e Aifi (associazione del private equity, private debt e venture capital) ne calcola 730, in calo del 57%. Quanto alle operazioni, Italian Tech Alliance ha monitorato nei nove mesi 223 round rispetto ai 256 del 2022 (-13%): il terzo trimestre, con 65 operazioni, ha visto una flessione più contenuta (-6%) rispetto ai 69 round dell’anno precedente.
Non mancano però gli elementi di ottimismo. Il primo è nel numero nei round pre-seed (startup nelle primissimi fasi di vita), che hanno rappresentato un quarto di quelli totali, e dei seed e serie A, rimasti stabili. «Si crea così una pipeline per late stage futuri», osserva Fabio Mondini de Focatiis, founding partner di Growth Capital. Mentre Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, punta sulla messa a fattor comune delle competenze in un momento sfidante per l’intera industria: «Il mercato del venture capital ha bisogno di essere sostenuto nel suo consolidamento e ciò è possibile solo con un cambio di paradigma, incrementando il coinvolgimento di investitori istituzionali e societari, che possono rappresentare la vera chiave di volta per la crescita dell’ecosistema».
Altro elemento che lascia ben sperare gli operatori è il numero delle exit (disinvestimenti). Nel terzo trimestre il rapporto ne ha registrate 11, tutte realizzate tramite operazioni di m&a. Nonostante il calo trimestrale dalle 19 del trimestre precedente il conteggio totale da inizio anno è arrivato a 41, il 58% in più rispetto allo stesso periodo del 2022. (riproduzione riservata)