La storia di Nvidia lo insegna: a fronte di un’Intelligenza Artificiale da copertina, le ChatGpt e Bard di turno, c’è tutto un mondo di hardware necessari per abilitare e rendere sempre più performante l’AI, che per l’addestramento richiede moli di dati e una potenza computazionale immensa. Se per ora i numeri del colosso americano non sono neanche lontanamente avvicinabili, c’è una realtà europea (che parla molto italiano) che sta facendo passi da gigante.
Si chiama Axelera AI, ha sede ad Eindhoven, in Olanda, a pochi passi dalla Philips e dalla Asml, leader europea dei semiconduttori, ed è appena salita agli onori delle cronache per un round da 50 milioni che ha visto tra i principali finanziatori Cdp Venture, ramo della Cassa Depositi e Prestiti specializzato nell’investimento in startup. A guidare Axelera è l’italiano Fabrizio Del Maffeo, startupper seriale che dall’Olanda ha dato vita a «un’azienda europea con presenza il tutto il continente, comprese Svizzera e Inghilterra», con uno sguardo puntato sulla Silicon Valley prima e sul Nasdaq poi, dove Axelera punta a sbarcare nel 2026-27 «con un valore nell’ordine dei miliardi di dollari», svela l’imprenditore a MF-Milano Finanza.
Un passo indietro. Cosa fa precisamente Axelera AI? «In linea di massima possiamo dire che è un lavoro simile a quello di Nvidia, ma incentrato solo sull’Intelligenza Artificiale». Detto in altro modo, la startup fa «semiconduttori, hardware con una parte software che servono ad accelerare l’edge computing, e quindi a portare l’AI in tutti i dispositivi che sono in prossimità dell’uomo, dalle auto agli strumenti medicali agli smartphone». Per ora i dispositivi di Axelera estraggono informazioni da immagini e video, «ma adesso stiamo sviluppando chip da applicare ai modelli di Intelligenza Artificiale generativa, come ChatGpt». Attualmente, spiega Del Maffeo, «questi modelli vanno nei data center passando dal cloud: domani probabilmente gireranno direttamente in casa grazie ai chip di Axelera». Detto in modo più semplice, «sarà lo strumento in sé a diventare intelligente».
La storia di Axelera è iniziata in pieno periodo Covid, quando Del Maffeo ha messo insieme «un team virtuale di persone che lavorassero al progetto: dei 18 co-fondatori ne conoscevo soltanto uno». Lo startupper italiano aveva già una certa dimestichezza col settore. Con la sua prima azienda, Up Bridge The Gap, «siamo diventati partner di Intel per tutto l’ambito Internet of Things, partendo da una semplice intuizione: gli oggetti vanno messi in connessione tra loro, e il modo per farlo è integrare al loro interno soluzioni di Intelligenza Artificiale».
A quel punto un’altra startup, Bitfury, ha proposto all’imprenditore di aiutarla a portare l’AI nel mining di bitcoin. «Servivano tanti soldi, 150 milioni, che non sono arrivati. Mi sono trovato di fronte a un bivio: rientrare nel mercato da cui venivo o creare una realtà da zero?». Del Maffeo ha scelto la seconda opzione e ha dato vita ad Axelera, con cui ha raccolto prima 10 milioni in un round seed e poi altri 40. «Stiamo raccogliendo ancora tanto, tantissimo: mi rendo conto che siamo in un business costoso, ma i ritorni sono pazzeschi. Basti pensare che Nvidia lo scorso anno ha fatturato 30 miliardi e in borsa ne vale 1.000».
Ora Axelera ha un team di 120 persone ed è presente in 15 Paesi. «Cerchiamo dipendenti di altissimo profilo, mantenendo una forte diversificazione di provenienza geografica ed etnica». In Italia (e questo è il senso dell’investimento di Cdp Venture) «nei prossimi tre anni investiremo almeno 15 milioni, tutti in ricerca e sviluppo, e molto probabilmente supereremo il doppio da qui al 2027».
Poi arriverà la borsa, dopo aver raggiunto lo status di unicorno: «Per come la vedo io diventare unicorni da privati è un passaggio, non un obiettivo», chiosa Del Maffeo. Che non ha paura che il tema dell’AI sia una bolla pronta a esplodere: «Se il problema esiste è solo sulle società quotate: il primo trimestre per il venture nel settore dei semiconduttori è stato uno dei peggiori dell’ultimo decennio». Un messaggio agli investitori? Del Maffeo sorride: «Date a me, e non a Nvidia, perché con Axelera possono avere ritorni di 20, 30, 40 volte. E state pur certi che l’AI non sparirà, anche se forse se ne parlerà di meno». (riproduzione riservata)