Le startup italiane riscoprono i mega round, che fanno ben sperare in un 2024 di soddisfazioni per il venture capital. Il primo trimestre dell’anno ha visto infatti due operazioni di importo superiore ai 100 milioni di euro: i 144 milioni (tra gli investitori anche Nuo Capital di Exor e Startip di Tamburi Investment Partners) confluiti in Bending Spoons, divenuta così il terzo unicorno italiano dopo Satispay e Scalapay; e i 101 milioni investiti in Medical Microinstruments (Mmi), startup di microchirurgia partecipata dal fondo Panakès Partners, nell’ambito di un round guidato da Fidelity. I dati emergono dalla ricerca trimestrale di Italian Tech Alliance e Growth Capital, che ha stilato una classifica delle principali operazioni di venture realizzate nei primi tre mesi del 2024.
Chiudono il ranking degli investimenti del trimestre il round bridge di Palella Holdings su Everli (21 milioni), e i 16 milioni confluiti in Contents.com (tra gli investitori c’è Azimut). E poi c’è Casavo, che secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza (e confermato dai dati Vem di Liuc-Business School e Aifi) ha raccolto 19,5 milioni, con Unicredit primo investitore.
Più in generale, svela l’osservatorio, nel corso del primo trimestre sono stati investiti in startup 443 milioni di euro, contro i 389 del quarto trimestre 2023, mentre i round sono passati da 88 a 108: livelli record per il venture italiano.
Diversamente da quanto avvenuto in passato, tra gennaio e marzo la distribuzione settoriale degli investimenti è stata abbastanza omogenea: il comparto che ha ricevuto più investimenti (14 operazioni) è quello delle smart city, seguito a pari merito (13) da software, lifestyle, scienze della vita e food. Mentre a livello di ammontare investito, anche grazie alla maxi-operazione del gigante delle app Bending Spoons, è il settore software ad averla fatta da pardona, a quota 154 milioni, seguito da scienze della vita (il settore di Medical Microinstruments) a quota 139. «Escludendo però i mega round», si legge tra le righe del rapporto, «smart city sarebbe il primo settore per ammontare». A livello di verticali invece, come prevedibile, è l’intelligenza artificiale a guidare la graduatoria: cinque operazioni, contro le tre dello space tech e le due dell’Internet of Things.
«In controtendenza con l'Europa, nel primo trimestre il venture capital in Italia si distingue per i dati incoraggianti, registrando il miglior trimestre di sempre per numero di round e il quinto trimestre di crescita consecutiva, seppur il 55% della raccolta provenga da due mega round», commenta Fabio Mondini de Focatiis, founding partner di Growth Capital, che si dice poi fiducioso per «il ruolo chiave di Cdp Venture Capital, i cui piani di investimento per il prossimo quinquennio recentemente annunciati supporteranno la crescita e lo sviluppo dell'ecosistema».
Gli fa eco Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance: «Il secondo trimestre del 2024 ha il potenziale per essere uno dei più importanti nella storia dell'innovazione del nostro Paese: si è aperto con la presentazione del piano industriale di Cdp Venture Capital al 2028 (previsto 1 miliardo di investimenti in cinque anni, ndr) e auspichiamo si possa chiudere con la presentazione del tanto atteso Startup Act 2.0 da parte del governo». (riproduzione riservata)