La riqualificazione dello Stadio Flaminio «è un passaggio fondamentale per l'accrescimento patrimoniale e infrastrutturale della Lazio, ma soprattutto è un'opportunità concreta di riqualificazione di uno dei quartieri più significativi della Capitale». Lo ha assicurato il presidente della Lazio, Claudio Lotito, nel corso della conferenza di presentazione del progetto dello Stadio Flaminio presso il Training Center di Formello.
«Ogni tifoso sogna uno stadio moderno e identitario, anch'io lo sogno, ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell'equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito negli anni, ovvero stabilità, solidità e continuità», ha spiegato il numero uno del club biancoceleste.
L’obiettivo di Lotito è iniziare i lavori nel corso del 2027 per inaugurare il nuovo impianto tra la fine del 2029 e l’inizio del 2030. Così che la «Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti» di Euro 2032. «È un atto di responsabilità e di visione mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano. Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei» conclude Lotito.
L'operazione di trasformazione dell’iconico impianto di Pier Luigi Nervi in un hub moderno da 50.570 posti vale oltre 480 milioni di euro, e «ha l’obiettivo di lasciare alla Lazio e alla città qualcosa di solido e duraturo», ha precisato Lotito.
Il piano, sviluppato con lo Studio Archea e il supporto scientifico di Sapienza e Roma Tre, non comprende infatti solo il calcio: «Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi (quasi 59.300 metri quadrati ndr) fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico (che interseca l’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio), l'incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell'area in un'isola ambientale. Verranno incrementate le aree verdi e le alberature con una cintura verde e specifiche soluzioni tecnologiche per ridurre l'impatto acustico, nel rispetto del contesto urbano circostante. Non parliamo di annunci - sottolinea ancora Lotito - ma di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche».
Basti pensare che solo per parcheggi e piste ciclabili sono previsti 55 milioni di investimenti. Inoltre, occorre tenere presente che, nel periodo in cui è prevista l’entrata in funzione dello stadio, dovrebbe essere stato realizzato o dovrebbe essere in procinto di esserlo, il completamento della linea metro C fino alla Farnesina, con specifica fermata proprio a Piazza Appollodoro, davanti allo Stadio Flaminio.
Sarebbero inoltre da ripristinare l'ex Ponte Bailey realizzato nel 1962, come collegamento pedonale/ciclabile e il sottoviadotto di Corso Francia, che insieme a Viale Tiziano renderebbero accessibile con i motocicli l’accesso allo stadio.
La versione 2.0 dello Stadio Flaminio, che diventerà lo Stadio delle Aquile, prevede di fatto la sovrapposizione di due stadi: la base, in cemento armato, resterà quella storica progettata da Nervi, mentre la parte superiore, leggera e sospesa, sarà realizzata in acciaio, un materiale che risponde alle più recenti esigenze tecnologiche e antisismiche. Una «scelta che non solo garantisce la coerenza stilistica, ma permette di preservare l'eleganza e la leggerezza delle forme originali, evitando che nuovi interventi risultino invasivi o massicci», si legge nella scheda tecnica del progetto.
Questo sistema architettonico a «matrioska» permetterà di «proteggere e valorizzare l’opera di Nervi - che richiede urgenti interventi di restauro a causa del degrado subito dal cemento armato esposto agli agenti atmosferici - mentre la nuova copertura riuscirà a offrire agli spettatori un'esperienza confortevole al riparo dagli agenti atmosferici». E ancora la copertura «sarà concepita per amplificare il suono all'interno dello stadio, garantendo un'esperienza sonora avvolgente durante gli eventi, ma limitando l'impatto acustico sul quartiere circostante». Per di più, sono previste delle recinzioni, concepite come pannelli di vetro trasparenti pivotanti, che saranno aperte durante i giorni feriali, mentre saranno chiuse nei giorni delle partite per garantire la sicurezza.
Un altro aspetto da sottolineare del nuovo Stadio della Lazio è il fatto che a differenza di strutture come lo stadio Olimpico di Roma, concepite per sport polifunzionali e caratterizzate da distanze significative tra pubblico e campo, il Flaminio sarà progettato come un «catino» compatto.
Allo stesso tempo l’infrastruttura sarà dotata di spazi dedicati a ristoranti, negozi, palestre, uffici e aree per eventi culturali, come concerti o manifestazioni pubbliche, così da poter essere usata tutto l’anno. (riproduzione riservata)