Dagli oltre 35 milioni di euro per la Figc ai quasi 19 milioni per la Federazione Italiana Nuoto, passando per i 16 milioni della Federazione Italiana Tennis e Padel. Sono ben 344,4 i milioni di euro assegnati da Sport e Salute ad una sessantina di organismi sportivi per il 2026, in linea con lo scorso anno. L’ok è arrivato dal consiglio di amministrazione della società del Mef «in piena coerenza con gli indirizzi del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi», si legge in una nota.
«È sicuramente una decisione importante che dà tranquillità a tutti gli organismi sportivi e ci fa guardare al 2026, anno in cui ci saranno i Giochi Olimpici di Milano Cortina ed altri importantissimi eventi internazionali, con maggiore serenità», ha commentato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio.
La Federcalcio resta al primo posto con un contributo di poco superiore ai 35 milioni, confermando le cifre dell’anno passato. Continua a crescere il tennis con la Fitp che è la quarta federazione più pagata con oltre 16 milioni (+2 milioni rispetto al 2025, prendendo il massimale in questa tornata). Secondo e terzo posto rispettivamente per nuoto (18.620.135 milioni) e pallavolo (17.864.540), entrambe in crescita come l’atletica con una cifra vicina ai 15 milioni.
E poi, in ordine, a completare la top ten, sport invernali (12,568 milioni - +0.16%), basket (10,400 milioni a + 0,16%), scherma (10,150 milioni a +0,22%), ginnastica (10,096 milioni con un icremento dello 0,14%), ciclismo (9,675 milioni a + 0,27%).
Seguendo l’elenco, incrementi significativi ci sono stati anche per gli sport del ghiaccio (12esimo posto con +9,99%), seguito da vela e rugby, entrambe con un +15%, stesso incremento per l’equitazione (16esimo posto).
Al 20esimo posto la Fisr con +12,17%, mentre ‘perdono’, ma possono recuperare i fondi attraverso un percorso di orientamento gestionale, pentathlon e motonautica (-20%), badminton (-12,21%).
Una scelta «chiara: orientare le risorse pubbliche verso chi genera valore», spiega la società presieduta da Marco Mezzaroma, sottolineando che «le risorse destinate al sistema sportivo crescono grazie al meccanismo di autofinanziamento che dal 2019 ha già prodotto negli ultimi anni, nonostante il periodo di Covid, un incremento complessivo del 25%. Un modello virtuoso di economia circolare dello sport, in cui le risorse vengono reinvestite per garantire l’accesso alla pratica sportiva, in progetti ed eventi, generando un ritorno sociale in termini di salute, benessere e inclusione superiore a tre volte il valore iniziale».
Una crescita del sistema accelerata anche dalla sinergia con il Governo sugli investimenti infrastrutturali sportivi, focalizzata su periferie e sport di base. Le risorse, oggi pari a circa 1 miliardo di euro, raggiungeranno 1,25 miliardi nel 2027 con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali e riqualificare gli impianti.
A valorizzare questo approccio è MaC – Modello algoritmico Contributi, la piattaforma digitale oggettiva e trasparente che, a partire dai dati forniti dagli organismi sportivi, misura le performance del sistema e premia chi investe di più nell’attività sportiva, aumenta il numero dei praticanti, ottiene risultati e utilizza in modo efficiente le risorse pubbliche.
I numeri «ne confermano l’efficacia: l’Italia è un Paese sempre più attivo e competitivo a livello internazionale, con oltre 640 mila persone in più che praticano sport organizzato rispetto agli anni precedenti, grazie a un sistema che ha scelto di adottare modelli gestionali sostenibili, responsabili e pienamente allineati ai pilastri Esg. Uno sport che misura il proprio valore nella capacità di migliorare la qualità della vita delle persone. Un sistema dinamico, trasparente e responsabile, in cui ogni euro investito diventa salute, inclusione, educazione e futuro», conclude la società. (riproduzione riservata)