Terzo tentativo da parte di Mef e Retelit per ottenere il via libera dalla Commissione Europea all’acquisizione di Sparkle da Tim. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, gli acquirenti hanno depositato lo scorso 3 marzo la notifica alla DgComp e sperano di ottenere il via libera all’operazione direttamente in Fase 1.
Secondo documenti ufficiali visionati da questo giornale, il termine provvisorio fissato per la conclusione dell’istruttoria europea è il 10 aprile.
Si tratta della terza notifica dell’operazione a Bruxelles. Come aveva rivelato questo giornale lo scorso 25 febbraio, infatti, la richiesta di autorizzazione è stata presentata già due volte alla Commissione Ue, salvo poi essere ritirata in entrambi i casi. Nel primo caso la notifica, datata 10 novembre, è stata ritirata l’11 dicembre, mentre nel secondo caso, dopo la ripresentazione del 12 dicembre, è stata ritirata il 22 gennaio.
Il motivo dietro il doppio ritiro era la volontà degli acquirenti - Mef al 70% e Retelit al 30% - di evitare che il dossier, superato il limite temporale per chiudere in fase 1, potesse finire in fase 2, andando a dilatare ulteriormente i tempi di autorizzazione.
Ad allungare i tempi dell’analisi ci sarebbe stata la richiesta di informazioni e chiarimenti aggiuntivi sul dossier da parte della Commissione europea, con gli acquirenti che avrebbero fornito a Bruxelles delucidazioni su alcuni aspetti tecnici nelle scorse settimane. La speranza di Mef e Retelit, stando alle indiscrezioni raccolte da questo giornale, sarebbe quella di ottenere il via libera in fase 1, ma l’iter resta in corso quindi l’esito non verrebbe ancora dato per scontato. Va ricordato che all’appello mancherebbe ancora il via libera dell’Antitrust Usa.
L’attenzione sul dossier è alta visto la strategicità del settore in cui opera Sparkle e la delicatezza del momento storico. Sparkle - oltre a fornire servizi di connettività, cloud e data center - possiede e gestisce una rete globale di oltre 600 mila chilometri di fibra, che include dorsali terrestri e sottomarine in Europa, nel Mediterraneo e nelle Americhe, oltre a cavi sottomarini che collegano l’Europa al Sud-est asiatico.
Dal closing della cessione di Sparkle, che inizialmente era atteso entro la fine del 2025 salvo poi slittare fino al secondo trimestre 2026, è legato anche il buyback fino a 400 milioni di euro di Tim. Il gruppo tlc chiederà all’assemblea del 15 aprile l'autorizzazione dei soci ad attuare il riacquisto fino a 700 milioni di azioni ordinarie (che diventerebbe 70 milioni in caso di via libera al raggruppamento 1 a 10). La valutazione della società dei cavi sottomarini è di 700 milioni di euro. (riproduzione riservata)