Motori accesi per la più grande quotazione in borsa della storia, quella della società di razzi e navicelle spaziali SpaceX. Prossima fermata: Nasdaq 100. L’azienda di Elon Musk, secondo quanto riportato da Reuters, ha messo nel mirino l’inclusione anticipata tra le blue chip dell’indice tecnologico, sfruttando una regola presentata a febbraio 2026 e in via di definizione. L’ipo, invece, potrebbe avvenire a giugno 2026.
L’azienda di Musk, fresca di fusione con la startup di intelligenza artificiale xAI, starebbe valutando anche il New York Stock Exchange (Nyse). Tuttavia, secondo le fonti sentite da Reuters, la scelta dovrebbe ricadere sul Nasdaq.
A febbraio 2026 il listino tecnologico ha proposto una modifica alle regole che prevede una «fast track» per l’accesso al paniere delle blue chip, il Nasdaq 100. La scorciatoia si applica alle società che si presentano sul mercato con capitalizzazione che le colloca tra i primi 40 membri attuali del gruppo scelto. SpaceX punta a una valutazione tra 1.500 e 1.750 miliardi di dollari, secondo indiscrezioni, che la posizionerebbe al sesto posto per valore di mercato negli Stati Uniti.
Al momento le matricole devono attendere fino a un anno prima di entrare nell’S&P 500 o nel Nasdaq 100. Con le nuove regole, chi accede alla fast track potrebbe essere incluso nel giro di un mese.
SpaceX si presenta agli investitori con un fatturato 2025 stimato in circa 16 miliardi di dollari, con un aumento del 24% rispetto al 2024 secondo un’analisi di Pitchbook Research. Quanto a redditività, i calcoli restituiscono un ebitda intorno ai 7,5 miliardi nel 2025.
Tuttavia, questo potrebbe essere solo l’inizio. Il report di Pitchbook Research ipotizza che nel 2040 i ricavi di SpaceX (fusa con xAI) possano raggiungere i 150 miliardi, con un ebitda di 95 miliardi.
Il motore della crescita sono i servizi di Internet satellitare di Starlink, che gestisce oltre 9.600 satelliti e 9,2 milioni di abbonati nel mondo. Secondo le stime, nel 2025 questa attività ha contribuito ai conti dell’azienda con vendite per 10,6 miliardi. Ma il potenziale di Starlink sarebbe molto superiore: le proiezioni indicano un fatturato di ben 120 miliardi nel 2040.
La seconda fonte di guadagno sono i servizi di lancio, a cui è attribuito un fatturato di 5,2 miliardi nel 2025. In questo campo SpaceX occupa una posizione di primo piano: lo scorso anno ha effettuato 170 tentativi di lanci orbitali, pari al 52% dei lanci globali. Nel 2040 il segmento potrebbe portare al gruppo 30 miliardi di ricavi.
Tuttavia, una volta quotata, SpaceX dovrà fare i conti con un fattore di rischio interno: il suo amministratore delegato. Elon Musk, infatti, è un ceo controverso, spesso coinvolto in attività politiche che distolgono l’attenzione dal business, e si divide tra SpaceX e Tesla. «Il doppio ruolo di Musk crea una correlazione tra le due società che amplificherà la volatilità in entrambe le direzioni», scrivono gli analisti di Pitchbook Research. «Le notizie negative su Tesla eserciteranno pressione sulle azioni SpaceX». E viceversa.
Inoltre, gli esperti si aspettano che SpaceX arrivi in borsa con un flottante basso, un elemento che non aiuta la stabilità delle azioni. «L’amplificatore critico è il flottante, pari a circa il 3,3%. Mentre Tesla registra oscillazioni dal 10% al 15% in presenza di ritardi sugli obiettivi fondamentali, prevediamo che SpaceX registrerà fluttuazioni dal 20% al 30%», si legge ancora nel report. (riproduzione riservata)